21 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
Elezioni Usa 2016

L'effetto Trump sui mercati è già finito?

Il panico che si era diffuso sui mercati finanziari prima che venisse reso noto ufficialmente il responso della lunga notte americana si è dissipato con le prime luci dell'alba newyorkese. O almeno così sembra

WALL STREET – L'effetto Trump potrebbe essere già alle spalle. Il panico che si era diffuso sui mercati finanziari prima che venisse reso noto ufficialmente il responso della lunga notte americana si è dissipato con le prime luci dell'alba newyorkese. La notizia della vittoria di Donald Trump aveva inizialmente scioccato gli operatori e le Borse mondiali. Ma all'indomani dell'Election Day, e dopo il primo discorso del 45esimo presidente americano, Wall Street ha ripreso la sua corsa senza grandi scossoni.

La lunga notte americana e «l'effetto Trump»
La quiete dopo la tempesta. Il panico sui mercati, di fatto, c'è stato. Prima e dopo che la vittoria di Donald Trump (LEGGI ANCHE "Trump ha vinto contro tutto e tutti perché ha spiegato che la crisi è colpa della globalizzazione") divenisse una certezza matematica rimbalzando sui giornali di tutto il mondo. Durante la lunga notte americana gli operatori finanziari hanno atteso con trepidazione il risultato dell'Election Day e l'incertezza l'ha fatta da padrona incrementando la volatilità dei titoli azionari. Poi è arrivata la notizia ufficiale della sconfitta di Hillary Clinton, che ha scioccato i mercati e innescato «l'effetto Trump». Il panico si è diffuso e da oriente a occidente hanno prevalso gli smobilizzi.

Il panico sui mercati finanziari
Nella borsa di Tokyo il Nikkei è precipitato di oltre il 5%, Shanghai dell'1,3% e Hong Kong del 2,8%. Il dollaro è crollato e i futures sullo S&P sono arrivati a perdere anche 800 punti, mentre quelli del Nasdaq 250 punti. Ma all'indomani della vittoria di Trump, a Wall Street sembra essere tornata la calma. Chi temeva un «effetto brexit», dunque, sembra essersi sbagliato. Come anche noi del Diariodelweb avevamo predetto (LEGGI ANCHE "La catastrofe mancata della brexit si abbatterà sull'Italia. O no?"), inizialmente la vittoria di Trump, osteggiata dalle élite economico-finanziarie, è stata uno shock per i mercati globali perché era lo scenario che, più di tutti, gli operatori finanziari temevano.

Wall Street si è risvegliata senza grandi scossoni
Gli asset più rischiosi sono stati venduti e i capitali si sono spostati verso quelli che sono universalmente riconosciuti come beni rifugio: l'oro, lo yen e il franco svizzero. Tutti i listini da una parte all'altra dell'oceano hanno risentito del panico generato dall'imprevista elezione dell'immobiliarista newyorkese. Ma all'indomani della vittoria di Trump, Wall Street si è risvegliata senza grandi scossoni. E mentre scriviamo restano in rosso solo le Borse di Milano, Madrid e Lisbona. Mentre festeggia ampiamente la Borsa di Mosca. Anche il deprezzamento del dollaro è rientrato tornando sotto la soglia 1,11. Il primo discorso del presidente Trump ha contribuito alla normalizzazione in corso, giacché i suoi toni sono stati molto più pacati di quelli usati durante la campagna elettorale.