14 novembre 2019
Aggiornato 17:00
La strategia «near field» di Eni

Eni perde 1,8 miliardi in 9 mesi per effetto del mini-petrolio. Ma punta su Zohr e Coral

Eni perde 1,8 miliardi nei primi 9 mesi del 2016, ma aumenta la produzione su base trimestrale dello 0,4%. L'ad Claudio Descalzi assicura che le strategie del Gruppo restano confermate e che Zohr sarà attivo in tempi record

ROMA – Eni ha perso 1,8 miliardi nei primi nove mesi del 2016. Ma ha aumentato la sua produzione e scoperto l'importante giacimento di Zohr che diventerà operativo in tempi record.

Eni perde 1,8 miliardi nei primi 9 mesi del 2016
Eni ha chiuso i primi nove mesi con una perdita consolidata di 1,8 miliardi. Sul dato ha pesato la svalutazione di Saipem pari a 441 mln. Il risultato netto rettificato è stato negativo per 800 milioni miliardi, mentre quello ricorrente è stato negativo per 1,4 miliardi. Cresce invece nel terzo trimestre la produzione. La società ha prodotto 1,71 milioni di barili al giorno con un aumento trimestrale di +0,4 e sui nove mesi di +0,5%, «+2,2% (+1,6% nei nove mesi) se si escludono il fermo in Val d'Agri, operazioni di portafoglio e l'effetto prezzo dei contratti petroliferi», è scritto nella nota della società.

Tre passi fondamentali per la messa a regime del portafoglio
L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato i risultati trimestrali del Gruppo: «Nel terzo trimestre abbiamo compiuto tre fondamentali passi nella messa a regime del nostro portafoglio upstream»: la stabilizzazione a plateau della produzione di Goliat, il riavvio di Kashagan ed il ramp-up di Nooros, testimonianza del successo della «nostra strategia esplorativa» che privilegia la riduzione del time-to-market. Questi risultati, insieme al riavvio della produzione in Val d'Agri, consentiranno di rinforzare dal quarto trimestre la generazione di cassa che beneficia al contempo della riduzione dei costi di sviluppo e di estrazione.

La messa in produzione in tempi record di Zohr
«Le strategie e gli obiettivi di Gruppo, comprese le cessioni, restano confermati", ha proseguito Descalzi. Continuano inoltre gli sforzi per la messa in produzione in tempi record di Zohr, mentre buone notizie arrivano anche da Coral, in Mozambico, per il quale «abbiamo firmato il contratto di vendita del gas, altro passo fondamentale per l'avvio della fase costruttiva del progetto». Nei business mid-downstream, tutti positivi in termini di free cash flow nonostante il contesto negativo, prosegue la realizzazione dei piani di ottimizzazione mentre nel trimestre «abbiamo dato avvio alla fase esecutiva del nostro nuovo piano di produzione di energia da fonti rinnovabili», ha sottolineato l'Ad di Eni.