5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Banche in crisi

Banche, Masi a Penati: «Se darà il via ai licenziamenti sarà sciopero generale»

Il segretario generale Uilca commenta così i piani che il Corriere della Sera attribuisce al presidente del Fondo Atlante, Alessandro Penati, che si sarebbe convinto a mettere in cantiere i primi licenziamenti collettivi mai fatti tra i bancari in Italia

MILANO - «Al primo stormir di fronde sarà dichiarato lo sciopero generale della categoria, unitariamente agli altri sindacati». Il segretario generale Uilca, Massimo Masi, commenta così i piani che il Corriere della Sera attribuisce al presidente del Fondo Atlante, Alessandro Penati, che secondo il quotidiano di via Solferino in seguito a contati con fondi Usa si sarebbe convinto che per riuscire a cedere Veneto Banca e Popolare Vicenza serva una svolta radicale, anche a costo di mettere in cantiere i primi licenziamenti collettivi mai fatti fra i bancari in Italia.

Masi attacca il presidente del Fondo Atlante
«Il signor Penati - scrive Masi - non può continuare ad ignorare la storia di una categoria e credere di poter dichiarare licenziamenti senza pensare di creare ulteriori problemi ad un settore che versa in una situazione di estrema difficoltà. Con le dichiarazioni ad effetto non si risolvono i problemi (Renzi docet)». Masi ha già avvisato che alla prima applicazione della legge 223 sui licenziamenti collettivi nel nostro settore, «la nostra reazione sarà durissima». Le vere richieste di risarcimento danni e i licenziamenti - ha sottolineato masi - dovrebbero essere indirizzati solo verso coloro che hanno ridotto le banche venete in questo stato.

No alla macelleria sociale
Inoltre Masi chiede al presidente del Casl abi Lodesani, se è ancora valida la sua dichiarazione, più volte ribadita, di procedere agli esuberi unicamente in maniera volontaria. «Sappiamo che la Popolare di Vicenza non fa più parte della delegazione del Casl Abi, ma le dichiarazioni del presidente Lodesani dovrebbero valere per tutti» ha affermato ancora Masi. «Ripeto, ancora una volta, al presidente Mion e all'Ad Iorio, che la Uilca è contraria alla macelleria sociale e la perdita del supporto alle economie locali» che si registrerebbero se andasse in porto la fusione con veneto banca. «Ribadisco nuovamente - ha concluso - che siamo disponibili a discutere del risanamento e il rilancio dei due istituiti veneti, ma solo con un management qualificato e all'altezza del proprio ruolo e con piani industriali esigibili».

(fonte Askanews)

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