17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
I direttori del personale pronti ad applicarle

«Chiarire meglio le norme sul welfare aziendale»

Paolo Citterio, presidente del Gruppo Intersettoriale dei Direttori del Personale (Gidp): «Il welfare aziendale consente di coinvolgere il personale perchè dà benefici e ritorni anche per i figlioli e i genitori».

ROMA - «I direttori del personale stanno vivendo bene la nuova attenzione al welfare aziendale anche se c'è un po' di confusione che va chiarita. Come stanno vivendo bene l'attenzione lo smart working, che pure richiederà le disposizioni di legge - dice Paolo Citterio, presidente del Gruppo Intersettoriale dei Direttori del Personale (Gidp) - Anche se non sempre si capisce perfettamente che cosa si può fare e che cosa non si può fare. Per fortuna ci sono organizzazioni come Assolombarda che aiutano le aziende ad applicare correttamente le norme».

Benefici per figli e genitori
«Il welfare aziendale consente di coinvolgere il personale perchè dà benefici e ritorni anche per i figlioli e i genitori. Fino agli anni passati questa cosa c'era meno. Da quest'anno, chi ha guadagnato fino a 50 mila euro può avere una tassazione ridotta fino al 10% sul premio di risultato fino a 2mila euro. Se invece si opta per i servizi di welfare c'è l'azzeramento della tassazione. Se poi si fa un contratto aziendale, i 2 mia euro diventano 2500, senza alcuna contribuzione. La contrattazione nazionale può demandare all'azienda la contrattazione sui servizi di welfare, perchè è più facile trovare le soluzioni a livello aziendale. La nostra associazione ha già fatto tre convegni sul welfare aziendale, facendo intervenire esponenti delle associazioni, sindacalisti e un paio di aziende che già da tempo applicano il welfare aziendale, come Luxottica o Ferrero. Con le ultime evoluzioni ne faremo un altro ai primi di settembre perchè la letteratura sull'argomento sta esplodendo».