16 settembre 2021
Aggiornato 23:00
la querelle arriva in parlamento

Consob, i senatori contro Vegas: «Deve dimettersi»

I senatori Puppato, D'Adda, Sollo, Idem, Albano e Lo Giudice hanno presentato un'interrogazione parlamentare contro Giuseppe Vegas, sottolineando che i risparmiatori italiani hanno bisogno di "un'altra" Consob

ROMA - La poltrona del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, vacilla sotto il peso della responsabilità della rimozione degli scenari probabilistici dai prospetti informativi relativi alla vendita delle obbligazioni delle quattro banche fallite, che la trasmissione Report ha reso note in diretta televisiva. 

L'interrogazione parlamentare contro Vegas
«Riteniamo che il governo debba richiedere a Giuseppe Vegas le dimissioni da presidente della Consob, dopo la ricostruzione della trasmissione Report", da cui emerge che «avrebbe mentito in diretta televisiva usando l'Unione Europea come parafulmine di scelte prese dallo stesso organo di garanzia che dirige». È in sostanza quanto richiede un'interrogazione a prima firma della senatrice Laura Puppato e sottoscritta anche dai senatori D'Adda, Sollo, Idem, Albano e Lo Giudice.

I risparmiatori hanno bisogno di "un'altra" Consob
La querelle aperta da Milena Gabanelli, finisce quindi in Parlamento, con i senatori che rilevano che «data la crisi del sistema bancario con molti istituti in forte difficoltà» e la conseguente «grave perdita economica subita da parte di risparmiatori e imprese, è fondamentale avere un'istituzione pubblica di garanzia «il cui operato risulti scevro da ogni ombra» e a cui i risparmiatori possano fare riferimento in assoluta tutela e garanzia.

Puppato: Vegas dovrebbe dimettersi
«Ad oggi, da parte di Consob, non sembra esservi la consapevolezza della necessità di adempiere con trasparenza e nel puro interesse dei consumatori, al proprio ruolo», prosegue l'interrogazione parlamentare e conclude: «I tentativi di rispondere ai problemi rilevati dai giornalisti di Report non sono minimamente convincenti e pertanto Vegas dovrebbe trarne le conseguenze, rimettendo il proprio incarico».