7 giugno 2020
Aggiornato 00:30
Decreto salva-banche

Vegas (Consob): «Sulle banche il Governo non ci ha nemmeno chiamato»

Lo ha detto il presidente dell'Autorità di vigilanza, Giuseppe Vegas, in un'intervista rilasciata al Corriere della sera: «E' mancata una valutazione coordinata. Senza trasparenza non c'è stabilità». Furlan (CISL): «Investitori traditi diventino azionisti»

ROMA - «Il Governo non ha consultato la Consob nella vicenda delle obbligazioni subordinate delle quattro banche salvate». Lo ha detto il presidente dell'Autorità di vigilanza, Giuseppe Vegas, in un'intervista rilasciata al Corriere della sera.
«Mi sarei aspettato che il Governo ci consultasse - ha detto Vegas -. Serve un'analisi in sede tecnica. Normalmente ci si aspetta che le autorità di vigilanza e gli organismi tecnici vengano chiamati ad affrontare queste situazioni in maniera coordinata».

Senza trasparenza non c'è stabilità
«Finora però - ha aggiunto - la valutazione coordinata non c'è stata. In occasione del recepimento da parte del Governo delle nuove procedure europee di salvataggio delle banche nel provvedimento è stato eliminato il potere di Consob di fare domande sui vari salvataggi, privando il mercato delle informazioni necessarie».
«Senza fare domande e soprattutto senza ottenere risposte pubbliche come si fa a rendere un mercato trasparente? - ha proseguito Vegas -. Senza trasparenza non c'è stabilità».
Il presidente della Consob infine respinge le accuse di scarsa vigilanza: «abbiamo addirittura anticipato le regole europee. A fine 2014, unici e primi in Europa, abbiamo diramato una comunicazione sul fatto che ci dovesse essere piena trasparenza quando si vendevano prodotti complessi al risparmiatore (e tra questi anche le obbligazioni subordinate). A luglio del 2015 abbiamo raccomandato di non vendere al retail, ai risparmiatori singoli, prodotti complessi».

Furlan (CISL): investitori traditi diventino azionisti
Gli investitori traditi diventino azionisti. Questa la proposta che il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, lancia dalle pagine del Corriere della sera per risolvere la vicenda delle obbligazioni secondarie emesse dalle quattro banche salvate dal governo.
«Esistono soluzioni alternative all'intervento pubblico - afferma la Furlan -, per compensare l'azzeramento del valore delle azioni e obbligazioni detenute dai risparmiatori, senza scaricare i costi del salvataggio delle quattro banche sulla collettività».
Per la Furlan «si potrebbe far diventare 'azionisti' delle quattro 'nuove' banche i risparmiatori non professionali e non istituzionali di obbligazioni in proporzione al valore dell'investimento originario. Una esperienza positiva come quella della società di gestione degli attivi del Banco di Napoli».

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