10 dicembre 2019
Aggiornato 06:00
Vertenze lavoro

Finmeccanica, è scontro tra i sindacati sugli esuberi

Al termine dell'incontro presso la sede di Confindustria, la Fiom ha annunciato l'avvio dello stato di agitazione del personale di Finmeccanica perchè - affermano le tute blu della Cgil - è arrivata la conferma da parte dell'azienda dell'esistenza di esuberi a causa della riorganizzazione. Smentiscono Uilm e Fim.

ROMA - E' scontro tra i sindacati dei metalmeccanici nel confronto con Finmeccanica sul passaggio alla «one company», ovvero il progetto di divisionalizzazione del gruppo che dal primo gennaio farà diventare le attuali Spa in divisioni della società di Piazza Monte Grappa. Al termine dell'incontro presso la sede di Confindustria, la Fiom ha annunciato l'avvio dello stato di agitazione del personale di Finmeccanica perchè - affermano le tute blu della Cgil - è arrivata la conferma da parte dell'azienda dell'esistenza di esuberi a causa della riorganizzazione.

La posizione della FIOM
«Nell'incontro tenuto oggi tra Finmeccanica e le organizzazioni sindacali - spiega Rosario Rappa, segretario nazionale delle tute blu della Cgil -, come Fiom abbiamo ancora una volta dichiarato la nostra indisponibilità a sottoscrivere un verbale di procedura di trasferimenti d'azienda che non contiene garanzie di tutela per i lavoratori».
«In particolare - aggiunge -, la Fiom ha chiesto di inserire nel verbale la frase: 'Finmeccanica si impegna ad individuare con le organizzazioni sindacali percorsi condivisi e finalizzati all'utilizzo di strumenti conservativi dell'occupazione non traumatici, ovvero ad evitare licenziamenti. La nostra richiesta è stata quella di condividere nel verbale l'impegno a utilizzare tutti gli strumenti possibili - dalla formazione alla ricollocazione, agli ammortizzatori sociali ecc. - per evitare gli esuberi e adottare soluzioni 'non traumatiche'».
«Finmeccanica ha dichiarato di non poterlo modificare poiché già sottoscritto da Fim e Uilm - conclude Rappa -. Considerato quanto accaduto e dichiarato dall'azienda e le prospettive che si potrebbero determinare per le lavoratrici e i lavoratori di Finmeccanica, come Fiom-Cgil unitamente al coordinamento delle Rsu proclamiamo lo stato di agitazione di tutto il personale. Ulteriori iniziative saranno decise sulla base dell'andamento del confronto che proseguirà su tutti gli altri temi».

La posizione della UILM
Arriva secca la smentita da parte della Uilm, secondo la quale l'azienda non ha mai parlato di esuberi. «Finmeccanica non ci ha mai dichiarato né ufficialmente, né informalmente, eccedenze di personale riguardanti il passaggio previsto per il primo gennaio 2016 dalle attuali società del Gruppo alle divisioni dello stesso», afferma Giovanni Contento, segretario nazionale della Uilm.
«La trattativa tra le parti - continua Contento - sta procedendo in modo sereno grazie ad un confronto proficuo. A questo riguardo con l'azienda guidata dall'Ad Mauro Moretti abbiamo riscontrato importanti aperture relative al tema del superminimo aziendale, proprio ora che stiamo discutendo l'armonizzazione delle buste paga. Infatti, il cosiddetto 'superminimo collettivo' verrà riconosciuto dall'inizio del prossimo anno a tutti i neoassunti, mentre tutti gli altri addetti,già in pianta organica della società, manterranno come salario il medesimo montante finora percepito nel corso del 2015».
«Fa parte della dialettica sindacale - conclude Contento - drammatizzare la percezione di quanto ascoltato al tavolo della trattativa. Ma stravolgere gli effettivi contenuti del confronto mi pare eccessivo. Consiglierei un minimo di cautela e un po' più di rigore».

La posizione della FIM
Anche la Fim smentisce la Fiom, con toni ancor più duri. «Leggiamo dichiarazioni della Fiom che lascerebbero intendere che Fim e Uilm avrebbero dato il via libera a procedure di licenziamento accettando la formulazione aziendale - afferma Michele Zanocco della Fim - L'azienda non ha dichiarato che ci saranno licenziamenti a causa del trasferimento d'azienda e in modo cautelativo Fim e Uilm hanno impegnato invece la stessa al confronto e alla negoziazione per l'identificazione di idonei strumenti di gestione di eventuali insaturazioni tra cui riqualificazione professionale e insourcing di attività».
«Le bugie come sempre hanno le gambe corte - conclude -. Siamo alle solite: la Fiom continua a distorcere la realtà perché come nei classici regimi rivoluzionari bisogna affamare il popolo (o convincerlo della sua fame) per poi chiamarlo alla lotta».