21 giugno 2021
Aggiornato 22:00
anche nella capitale la ripresa stenta

Confcommercio, a settembre andamento lento dei consumi

Il calo dello 0,1% deriva da una stabilità della domanda relativa ai servizi e da un lieve ridimensionamento della domanda dei beni (-0,1%)

ROMA - L'indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) registra a settembre un calo dello 0,1% rispetto ad agosto e una crescita dell'1,9% tendenziale. La stima per il mese di agosto è rivista al rialzo da -0,3% a -0,1% rispetto a luglio. In media mobile a tre mesi la tendenza resta orientata al miglioramento. Il dato congiunturale, spiega Confcommercio, si inserisce in un contesto in cui la ripresa stenta ad assumere maggiore dinamicità. Le famiglie, seppure orientate all'ottimismo, continuano a essere vincolate da dinamiche reddituali in crescita contenuta.

Cresce la fiducia delle imprese
Le imprese hanno evidenziato, a ottobre, una crescita della fiducia a cui hanno contribuito le aspettative positive soprattutto da parte degli operatori del commercio, mentre nel manifatturiero e nei servizi di mercato il miglioramento dei giudizi è stato modesto. Solo gli imprenditori delle costruzioni segnalano un peggioramento dei clima di fiducia. A questo miglioramento complessivo del sentimenti si associa un'evoluzione positiva della produzione. Stando alle stime elaborate da Confindustria, anche ad ottobre è proseguita la fase di recupero dei livelli produttivi (+0,2% sul mese precedente). La tendenza, come emerge dagli ordini (+0,6% a ottobre rispetto a settembre), dovrebbe proseguire anche nei mesi finali del 2015.

Le dinamiche congiunturali
Il calo dello 0,1% deriva da una stabilità della domanda relativa ai servizi e da un lieve ridimensionamento della domanda dei beni (-0,1%). Per quanto riguarda le singole macro-funzioni di spesa, l'unico rialzo ha interessato la domanda per i beni e i servizi per le comunicazioni (+0,5%), che evidenziano un risultato migliore rispetto al mese precedente. Rimane stabile la domanda per gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa, dopo il modesto incremento di agosto; la tendenza alla stabilizzazione ha interessato anche la domanda di prodotti per l'abbigliamento e le calzature, che ad agosto aveva fatto registrare una modesta crescita, e la spesa per gli alimentari, le bevande e i tabacchi. In flessione la domanda dei beni e servizi per la casa (-0,4%), evoluzione determinata, come già accaduto ad agosto, dalla minore domanda di energia da parte delle famiglie. Una riduzione, in linea con il risultato di agosto ha interessato la domanda per i beni e i servizi per la mobilità (-0,2%) determinata dal minor consumo di carburanti a fronte di un buon andamento delle vendite di auto ai privati. In calo contenuto anche la domanda per i beni e servizi ricreativi (-0,2%) e la spesa per beni e servizi per la cura della persona (-0,1%).

Incertezze, invece, sul fronte dell'occupazione
Qualche elemento d'incertezza è emerso sul versante dell'occupazione. Dopo un trimestre di ripresa dei livelli occupazionali a settembre il numero di persone occupate, valutate al netto dei fattori stagionali, è diminuito di 36mila unità rispetto ad agosto (+192mila su base annua). Nel complesso dei nove mesi, l'incremento degli occupati è pari a 199mila unità. Più positivo è risultato l'andamento della disoccupazione con una riduzione, rispetto ad agosto, delle persone in cerca di occupazione di 35mila unità e di 264mila su base annua. Nel complesso dei nove mesi del 2015 i disoccupati sono diminuiti di 92mila unità. Il combinarsi di queste dinamiche ha determinato, a settembre, un ulteriore modesto ridimensionamento del tasso di disoccupazione sceso all'11,8%. Un dato che va letto, però, con molta cautela in considerazione dell'aumento del numero di persone inattive, fenomeno a cui potrebbe aver contribuito il maggior numero di pensionamenti rilevato negli ultimi mesi, con un possibile sfasamento temporale tra cessazioni dei rapporti di lavoro e assunzioni. (Fonte Askanews)