Fed, i silenzi della Yellen e lo scontro tra falchi e colombe
Ancora 48 ore per conoscere come la Federal Reserve scioglierà il nodo sui tassi di interesse. Mercati finanziari e investitori attendono con qualche fibrillazione le decisioni del Fomc sulla politica monetaria dopo due mesi di indicazioni altalenanti.
NEW YORK - Ancora 48 ore per conoscere come la Federal Reserve scioglierà il nodo sui tassi di interesse. Mercati finanziari e investitori attendono con qualche fibrillazione le decisioni del Fomc sulla politica monetaria dopo due mesi di indicazioni altalenanti. Fino all'esplosione della bolla azionaria a Shanghai, era scontato un ritocco dei tassi americani. L'avvio della normalizzazione dei tassi dopo sette anni. Ma la crisi del mercato azionario cinese, la svalutazione dello yuan da parte di Pechino, i segnali di affaticamento del mercato del lavoro degli Stati Uniti hanno gettato più di un'ombra su quelle che apparivano come granitiche certezze: l'economia americana è solida ed è arrivato il tempo di normalizzare la politica monetaria.
La questione appare piuttosto ingarbugliata
William McChesney Martin è stato presidente della Fed dal 1951 al 1969 ed è passato alla storia una sua celebre frase. «Il compito del banchiere centrale è quello di portare via la ciotola del punch appena la festa inizia a scaldarsi». Il numero uno della Fed, Janet Yellen, e gli altri membri con diritto di voto del Fomc, il braccio operativo sulla politica monetaria del Federal Reserve Systems, devono interpretare e leggere i dati che arrivano dall'economia reale. La questione appare piuttosto ingarbugliata. Il Pil americano ha accelerato con decisione nel secondo trimestre dell'anno ma il mercato del lavoro sembra aver perduto slancio e i redditi registrano tassi di crescita modesti. E poi le turbolenze che arrivano dalla Cina e dal Brasile. Insomma il party non è così caldo da consigliare di togliere gli alcolici.
I silenzi della Yellen
Ma oltre alla questione del merito, all'appuntamento della riunione della Fed si arriva anche con qualche agitazione sul metodo. Mentre la Yellen da oltre un mese è nel più assoluto riserbo, gli altri componenti del board hanno parlato in abbondanza con il risultato di rendere poco prevedibile la linea politica della Fed. Il consueto confronto tra falchi e colombe ha amplificato l'incertezza. Il falco Bullard è schierato per un rialzo dei tassi dopo sette anni al minimo storico, la colomba Kocherlakota vuole che la politica accomodante prosegua. Tra i falchi anche Loretta Mester e Jeffrey Lacker mentre tra le colombe vanno inseriti il presidente della Fed di Boston Eric Rosengren e William Dudley, presidente della Fed di New York.
A preoccupare è l'incertezza
E' probabile che i responsabili della politica monetaria americana stiano guardando anche a quello che avvenne nel 2004. Più che la data di inizio per il rialzo dei tassi è importante il ritmo per normalizzarli. Nel 2004 la Fed di Alan Greenspan iniziò ad alzare i tassi in modo troppo lento e timido gettando le basi per la bolla dei subprime.
Un invito a non alzare i tassi è arrivato anche dalla Banca Mondiale e da Fmi. Ma più che il livello dei tassi a preoccupare è l'incertezza. Dalle economie emergenti è arrivato un messaggio molto chiaro: meglio un aumento dei tassi rispetto al protrarsi di un'incertezza destabilizzante.
Anche tra gli economisti prevale l'incertezza. Dall'ultimo sondaggio del Wall Street Journal emerge che solo il 46% degli esperti intervistati prevede un rialzo dei tassi, mentre a inizio agosto la percentuale era dell'82%.
(con fonte Askanews)
- 06/11/2022 La Federal Reserve, ancora aggressiva, alza i tassi di 75 punti al 3,75-4%
- 28/10/2022 La BCE decide il terzo rialzo dei tassi (e non sarà l'ultimo)
- 13/10/2022 FED: «Avanti con l'aumento dei tassi, calo inflazione più lento del previsto»
- 22/09/2022 Fed, non c'è fine alla stretta. Tassi verso il 4,5% a fine anno