28 febbraio 2020
Aggiornato 02:30
La rabbia dei sindacati

Il Mef taglia i fondi, Camusso: «Il governo tradisce 50mila esodati»

Secondo i sindacati Cgil, Cisl e Uil evidentmente il disagio dei lavoratori non è una priorità

ROMA - «Ieri è arrivata la notizia drammatica che i fondi per gli esodati sono stati incamerati per altre spese».Così la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo alla trasmissione Radio Anch'io su Rai 1. «E' evidente - ha aggiunto - che il disagio di molti lavoratori e lavoratrici e il tema dell'occupazione giovanile non rapprsentano una priorità».

Uil: C'è un problema di certezza del diritto
I sindacati promettono battaglia dopo che il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano ha annunciato che lo stop del Mef sulla settima salvaguardia degli esodati per questione di risorse. «C'è un problema di certezza del diritto - ha detto Domenico Proietti della Uil nel corso dell'audizione sulla flessibilità per l'andata in pensione - c'è una legge che stabilisce l'uso delle risorse per i lavoratori esodati».

Cisl: Grave non garantire le risorse
«E' un problema noto a tutti - ha aggiunto Maurizio Petriccioli della Cisl - ed è necessario trovare una soluzione strutturale con la legge di Stabilità. Sarebbe grave non garantire le risorse».Critiche al Mef anche da parte di Vera Lamonica della Cgil sulla novità dello stop alla settima salvaguardia. La sindacalista contesta anche le stime su opzione donna. «Deve essere rimossa l'interpretazione dell'Inps che è errata. E' demenziale ipotizzare che tutte vogliano andare in pensione a 57 anni rinunciando al 30% dell'assegno».

Camusso: Ecco cosa dobbiamo chiedere al governo
La Cgil invita Cisl e Uil a definire insieme e al più presto tre punti essenziali per la riforma delle pensioni su cui concentrare le richieste al governo per la legge di Stabilità. «A Cisl e Uil - ha affermato il leader della Cgil, Susanna Camusso - dico che il tempo scorre e non abbiamo più tempo. Non possiamo aspettare ancora di definire tra noi quello che è essenziale» per migliorare il sistema pensionistico. «Se dobbiamo decidere - ha sottolineato Camusso all'assemblea dei delegati della Flai-Cgil - tre punti su cui chiediamo risposte nella legge di stabilità, questi punti sono: flessibilità senza penalizzazioni, riconoscimento dell'anzianità, solidarietà per le pensioni dei giovani, che oggi sono pensioni impossibili». La riforma delle pensioni, ha sottolineato Camusso, non può essere a costo zero. Perchè «dire a costo zero significa dire che pagano i lavoratori, perchè se ci sono dei costi si scaricano sui lavoratori. Ma noi abbiamo già pagato, perchè gran parte del risanamento pubblico fatto finora è dovuto agli interventi sul sistema pensionistico». (Fonte askanews)