28 settembre 2020
Aggiornato 13:30
L'appello dei paesi emergenti

Meglio che la Fed alzi i tassi invece di prolungare l'incertezza

Secondo il Financial Times da Città del Messico a Giacarta giungono appelli in senso contrario a quelli della Banca Mondiale

ROMA - Le Banche centrali dei Paesi emergenti non ne possono più della spada di Damocle costituita dall'ipotesi di un imminente rialzo dei tassi di interesse dalla Federal Reserve americana. Uno scenario che tuttavia resta incerto, e proprio per questo da più aree hanno lanciato esortazioni all'istituzione monetaria Usa a rompere gli indugi e procedere con l'aumento. Posto che sia limitato.

La decisione della Fed sarà resa nota il 17 settembre
Secondo quanto riporta il Financial Times, l'insofferenza è diventata tale che ormai, da Città del Messico a Giacarta, si ritiene meglio un aumento del protrarsi di questo limbo destabilizzante dell'incertezza. Una posizione che si distanza da quella della Banca Mondiale, che pure solitamente tende ad essere sensibile alle istanze dei Paesi emergenti e che ha chiesto di rinviare la stretta monetaria. Invece secondo Mirza Adityaswara, vicegovernatore della Banca centrale dell'Indonesia, «la situazione migliorerà prima se la fed prenderà una decisione e creerà nei mercati l'aspettativa che aumenteranno i tassi una o due volte». Segnali simili erano precedentemente giunti da India, Messico e Perù. Il direttorio della Fed si riunirà la prossima settimana e annuncerà le sue decisioni il 17 settembre. (Fonte askanews)