19 agosto 2019
Aggiornato 20:30
Il premier intervistato da Gianni Riotta

Renzi a Camusso: «Evita le polemiche, dovresti essere contenta dei risultati»

Per il presidente del Consiglio, la critica della segretaria Cgil "francamente è l'ultimo dei problemi. Se fossi il segretario di un sindacato sarei contento perchè con il jobs act c'è un 36% di posti stabili in più"

ROMA (askanews) - Il presidente del Consiglio è stato intervistato da Gianni Riotta a "Parallelo Italia" e ha commentato i dati diffusi ieri dall'Istat. Per il premier è la prova che il paese ha imboccato la strada giusta e che le riforme del governo stanno dando i loro frutti.

Renzi: La Camusso dovrebbe essere contenta, non fare polemica
Al posto di Susanna Camusso «non farei polemica», perchè con i dati di oggi «dovrebbe essere contenta». Lo ha detto il premier Matteo Renzi, ospite di «Parallelo Italia». La critica della segretaria Cgil per Renzi «francamente è l'ultimo dei problemi. Se fossi il segretario di un sindacato sarei contento perchè con il jobs act c'è un 36% di posti stabili in più. Io ho 40 anni, ho visto la mia generazione circondata dal precariato: doveva dare flessibilità, dava solo precariato. Ora si possono permettere un figlio, un mutuo, e se fossi il segretario di un grande sindacato sarei contento della disoccupazione che scende dal 13,6 al 12%, di quella giovanile che passa dal 46 al 40, dei timidi risvegli al Sud».

L'Italia deve credere in se stessa perché il Jobs Act funziona
Secondo i dati Istat «cala la disoccupazione e torna a crescere questo benedetto Pil che ci ha distrutto. L'Italia è sulla strada giusta ma la risorsa più importante sono gli italiani", ha detto ancora il presidente del Consiglio Matteo Renzi intervistato da Gianni Riotta a «Parallelo Italia». Adesso, per Renzi, «serve soprattutto il fatto che finalmente l'Italia ci creda e torni a liberarsi dalla mania della rassegnazione e del pessimismo» che non riguarda tanto «i cittadini» ma «parte della classe dirigente sì". "Oggi - ha detto il premier - abbiamo dei dati che dicono che il Jobs Act funziona, che ci sono più posti di lavoro, in un anno quasi 200 mila posti di lavoro in più. Noi definiamo un numero ma poi ci sono dei volti, delle storie, delle persone, che tornano a guardare in faccia i figli e a portare a casa uno stipendio con dignità e orgoglio. Cala la disoccupazione e torna a crescere questo benedetto Pil che ci ha distrutto negli ultimi anni. Tutto questo - ha concluso - mi porta a dire che l'Italia è sulla strada giusta ma la risorsa più importante che abbiamo sono gli italiani».