20 agosto 2019
Aggiornato 09:00
Secondo l'Istat aumenta l'indice delle retribuzioni contrattuali

Lavoro, Federconsumatori: «Nessun segnale di ripresa»

Le rilevazioni Istat relative alle retribuzioni contrattuali orarie nel mese di luglio fotografano un quadro economico quasi immobile

ROMA (askanews) - Nel mese di luglio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell'1,2% nei confronti di luglio 2014. Lo comunica l'Istat. Complessivamente, nei primi sette mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Ma Federconsumatori e il governo hanno idee molto diverse al riguardo.

Colaninno (Pd): Paese in trend positivo
«L'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie a luglio rispetto al mese precedente e allo scorso anno, così come stabilito dai dati Istat diffusi in mattinata, certifica che il Paese è in una fase di crescita progressiva, con ottime prospettive di completare la ripresa entro la chiusura del 2016. Le riforme strutturali varate durante la legislatura hanno contribuito a dare una scossa decisiva alla nostra economia e, di conseguenza, a rilanciare il livello di fiducia dei consumatori su un trend positivo e costante», dichiara in una nota il deputato del Pd, Matteo Colaninno.

Federconsumatori: Quale aumento delle retribuzioni?
Le rilevazioni Istat relative alle retribuzioni contrattuali orarie nel mese di luglio «fotografano ancora una volta un quadro economico in cui l'immobilismo è il principale protagonista. Le retribuzioni sono infatti pressoché ferme su base mensile (+0,01%) e si registra infatti un debole rialzo del +1,2% su base annua che appare ben poca cosa se messo a confronto con il crollo del potere di acquisto che le famiglie hanno subito in questi anni (-13,4% dal 2008 ad oggi)». E' quanto affermano invece Federconsumatori e Adusbef.

Non ci sono segnali di ripresa
«La contrazione dei consumi, che solo nel triennio 2012-2013-2014 sono crollati del 10,7% (per una contrazione complessiva della spesa di circa 78 miliardi di euro), dimostra come la crisi gravi ancora sul nostro sistema economico. Purtroppo non ci sono ancora concreti segnali di ripresa», proseguono. Secondo i consumatori il Governo «deve attuare in tempi brevi misure che consentano al Paese di ripartire. E' indispensabile rilanciare degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo, stanziare adeguati fondi per la modernizzazione e la messa in sicurezza degli edifici pubblici e valorizzare l'offerta turistica». Naturalmente, concludono, «in questo quadro il rilancio dell'occupazione deve rappresentare una priorità. Sono infatti genitori e nonni a sostenere economicamente i ragazzi in cerca di un'occupazione, con un peso di circa 400-500 euro al mese».