27 luglio 2021
Aggiornato 01:00
Gli investimenti di lungo termine comprimono gli utili di breve termine

Wal Mart, Titolo ai minimi da più di 2 anni

Il gruppo spera che nel lungo termine gli investimenti diano i frutti sperati

NEW YORK (askanews) - Utili trimestrali deludenti e un profit warning sul trimestre in corso e sull'intero anno fiscale stanno pesando sul titolo Wal Mart, la peggiore delle 30 blue chip parte del Dow Jones. Le azioni del maggior gruppo mondiale della grande distribuzione in termini di fatturato si sono così portate sui minimi di due anni e mezzo (-3,10% a 69,68 dollari).

L'impatto negativo sugli utili di breve termine nasconde investimenti di lungo periodo
Per il momento gli investitori scelgono di vendere il titolo Wal Mart ma nel lungo termine potrebbero cambiare idea. L'impressione infatti è che l'azienda sia disposta per il momento a sacrificare gli utili nella speranza che nel lungo termine gli investimenti fatti su più fronti diano i frutti sperati. E' questa la chiave di lettura fornita da Moody's Investors Service. Stando al vicepresidente dell'agenzia di rating Charlie O'Shea, «la performance di Wal Mart nel secondo trimestre riflette l'impatto negativo sugli utili di breve termine di investimenti di lungo termine nell'e-commerce e nei suoi dipendenti, cosa che crediamo alla fine darà frutti».

Le vendite e-commerce saranno più deboli delle stime
Dalle colonne di Barron's, O'Shea spiega che «investimenti nello sviluppo di un canale online, che in pratica equivale alla costruzione di un secondo business, non costano poco e i risultati non si vedono nell'arco di una notte. Così come osservato in molti altri retailer incluso Amazon, in base alla cadenza degli investimenti ci saranno periodi in cui gli utili nel breve termine saranno un po' variabili». E infatti per il trimestre in corso il gruppo calcola utili per azione nell'intervallo tra 93 centesimi e 1,05 dollari, peggiore di quota 1,08 attesa dal mercato. Per l'intero anno fiscale, Wal Mart si aspetta profitti per 4,40-4,70 dollari per azione, meno dei 4,70-5,05 dollari per azione calcolati lo scorso maggio. Come spiegato durante la conference call da Neil Ashe, a capo del commercio elettronico globale del gruppo, le vendite e-commerce saranno più deboli delle stime.

Una performance internazionale poco brillante
E' atteso un incremento tra il 15% e il 19% e non più tra il 25% e 29%. La debolezza è dovuta soprattutto a una performance internazionale poco brillante, soprattutto nel Regno Unito e in Brasile. Qualche risultato della strategia voluta dall'amministratore delegato Doug McMillon comunque inizia a farsi vedere nei punti vendita americani. «Anche se non rapidamente come vorremmo, i fondamentali stanno migliorando costantemente sul fronte dei consumatori", ha spiegato l'a.d. in un comunicato. «I cambiamenti voluti richiedono investimenti, che per quest'anno pesano sugli utili", ha aggiunto. Come sottolineato dallo stesso Ceo nella conference call con gli analisti, le vendite nei negozi Usa aperti da almeno un anno sono cresciute dell'1,5% nel secondo trimestre dell'anno contro un consensus pari a un +1%.

Dati in rialzo, ma rallentati
E' il quarto trimestre di fila che il dato è in rialzo, complice l'offerta di prodotti più freschi e di servizi migliori al consumatore. Il traffico è salito dell'1,3% su base annuale per il terzo trimestre di fila dopo un lungo periodo di declini. Tuttavia, come anticipato, i profitti continuano a essere frenati da investimenti costosi in salari ed e-commerce. Anche le fluttuazioni dei tassi di cambio nelle valute hanno pesato per 4 centesimi per azione. Nei tre mesi terminati lo scorso 31 luglio, gli utili netti sono scesi a 3,63 miliardi, o 1,08 dollari per azione contro un consensus per 1,28 dollari. I ricavi tuttavia sono cresciuti dello 0,1% a 120,2 miliardi di dollari, meglio delle previsioni degli analisti che prevedevano un declino dello 0,3% a 119,7 miliardi. E senza i venti contrari derivanti dai cambi, sarebbero saliti del 3,6%. Le vendite online, al netto di fluttuazioni valutarie, hanno messo a segno un +16%.