19 novembre 2019
Aggiornato 01:00
Scoppia la polemica

Londra vuole lo stop delle trattenute sindacali dai salari degli Statali

Un piano che ha immediatamente innescato dure proteste da parte di diversi leader sindacali e dell'opposizione, che vi vedono «una vendetta politica» da parte dell'esecutivo conservatore guidato da David Cameron, uscito rafforzato dalle recenti elezioni

LONDRA (askanews) - Mai più trattenute in busta paga a favore dei sindacati nel settore pubblico della Gran Bretagna, secondo un progetto presentato dal governo. Un piano che ha immediatamente innescato dure proteste da parte di diversi leader sindacali e dell'opposizione, che vi vedono «una vendetta politica» da parte dell'esecutivo conservatore guidato da David Cameron, uscito rafforzato dalle recenti elezioni. «Avvelena le relazioni sindacali», ha affermato il sindacato Psc.

Trasparenza a favore dei lavoratori
Ma il ministro per l'attuazione del programma, Matthew Hancock, punta invece il dito contro l'arretratezza delle attuali normative. Le detrazioni dirette e favore dei sindacati sono state infatti introdotte in un'epoca in cui molti lavoratori non avevano un conto bancario.
«Nell'era dei pagamenti digitali e degli accrediti diretti del 21esimo secolo, le risorse pubbliche, come sono i prelievi diretti in busta paga dei lavoratori pubblici, non vanno usate per alimentare la raccolta di contributi da parte dei sindacati», ha affermato Hancock. «Stiamo portando trasparenza a favore dei lavoratori. Rendendo più facile per lo la scelta sul pagamento».

Strette anche al diritto di sciopero
In base a questa riforma proposta, dipendenti pubblici, insegnati medici e infermieri del sistema sanitario pubblico potranno solo farsi addebitare i contributi sindacali sui loro rispettivi conti bancari, mentre verrà eliminato il prelievo diretto in busta paga.
Secondo Andy Burnham, esponente dei laburisti citato dalla Bbc si tratta di una «vendetta che si inquadra in una campagna di demonizzazione dei sindacati». La proposta segue un progetto di riforma generale delle normative sindacali che prevede anche strette al diritto di sciopero.