Nucleare: dopo la Germania anche la Francia dice «adieau»
Il Paese d'Oltralpe ridurrà di un quarto l'energia prodotta dalle sue centrali atomiche (58 reattori su 19 impianti) entro 10 anni mentre per il 2030, stando alla norma anti-inquinamento appena varata dall'Assemblea nazionale dovrà tagliare del 30% l'utilizzo di combustibili fossili e del 40 la produzione di gas serra, rispetto alle emissioni del 1990
PARIGI – Dopo la Germania, che nelle scorse settimane ha avviato il programma per chiudere le i suoi reattori più vecchi, ora anche la Francia ha impresso una forte svolta al proprio programma nucleare. Mercoledì scorso il Parlamento francese ha votato una nuova legge dove è sancito che il Paese ridurrà di un quarto l'energia prodotta dalle sue centrali atomiche (58 reattori su 19 impianti) entro 10 anni.
ENTRO 2030 32% DI ENERGIA DA RINNOVABILI - Nel 2025 quindi il mix energetico di Parigi sarà composto al 50 per cento dal nucleare (oggi è al 75%), mentre entro il 2030, stando alla norma anti-inquinamento appena varata dall'Assemblea nazionale la Francia dovrà tagliare del 30 per cento l'utilizzo di combustibili fossili e del 40 per cento la produzione di gas serra, rispetto alle emissioni del 1990. A tal proposito il legislatore istituirà ogni 5 anni un «budget di CO2» in cui verranno fissati i limiti di emissioni per ogni settore produttivo. Inoltre la tassa sulle emissioni varata lo scorso anno, passerà gradualmente dai 22 euro per tonnellata di CO2 a 100 euro entro il 2030. Per far fronte al proprio fabbisogno di elettricità, i francesi dovranno ricorrere alle rinnovabili molto più di quanto accada oggi. Oltralpe infatti attualmente le energie pulite coprono il 13,7 per cento della produzione, percentuale che dovrà passare al 32 per cento entro 15 anni.
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