30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Cgil, Cisl e Uil in piazza

La minaccia degli Statali alla Madia: «Subito il contratto o lo sciopero»

Si è svolto questa mattina il sit in dei lavoratori statali davanti al ministero, ma il ministro per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, non li ha ricevuti

ROMA (askanews) - I lavoratori del pubblico impiego stanno manifestando davanti alla sede del ministero della Funzione pubblica per chiedere subito un tavolo di confronto per il rinnovo dei contratti, soprattutto alla luce della sentenza della Consulta che ha stabilito l'illegittimità del blocco. I lavoratori pubblici chiedono anche di modificare "radicalmente" la riforma della pubblica amministrazione.

Cgil, Cisl e Uil manifestano per riformare la PA
In mancanza di risposte da parte del governo sui contratti, i sindacati proseguiranno la mobilitazione fino alla proclamazione dello sciopero della categoria a partire da settembre. Intanto, il ministro Marianna Madia ha deciso di non ricevere i rappresentanti delle categorie del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil. In piazza ci sono anche i leader di Cgil, Susanna Camusso, e Uil, Carmelo Barbagallo, e alcuni esponenti politici come Nichi Vendola (Sel), Stefano Fassina e Arturo Scotto, capogruppo di Sel alla Camera.

Lo Stato calpesta la Costituzione
I sindacati sono scesi in piazza a più di un mese dalla sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti che dura da oltre sei anni, e dalle assemblee dei lavoratori promosse per il varo della piattaforma contrattuale. «Non cederemo di un passo - ha detto il leader della Fp-Cgil, Rossana Dettori - lo Stato è il peggior datore di lavoro. Lo Stato deve garantire la Costituzione, invece la calpesta nonostante Consulta abbia stabilito che i contratti si devono fare. La mobilitazione continuerà e si inasprirà se non ci saranno risposte: subito il contratto o a settembre proclameremo lo sciopero dei lavoratori pubblici. Il ministro Madia batta un colo. E' inaccettabile sottrarsi e rifiutare il confronto con Cgil, Cisl e Uil. Settembre si annuncia come un mese molto caldo per questo Paese».

La protesta chiede il rinnovo dei contratti
Al rinnovo dei contratti, dicono i sindacati, sono legati i veri nodi per il rilancio dei servizi pubblici: riorganizzazione degli enti, contenimento della spesa, innovazione organizzativa, investimento nelle professionalità, riconoscimento economico per i lavoratori. La protesta è stata decisa anche per sollecitare «soluzioni concrete» per le numerose vertenze aperte nei settori pubblici: riforma del sistema giudiziario e riqualificazione del suo personale; riorganizzazione dei beni culturali; ridefinizione degli standard funzionali e occupazionali della Croce Rossa; riordino dei servizi ispettivi e di quelli per le politiche attive del lavoro nei territori; polizia provinciale e Corpo forestale dello Stato; implementazione delle competenze delle professioni sanitarie e ridisegno dei percorsi dell'assistenza; continuità dei servizi e dell'occupazione; riassetto della governance locale; salvaguardia dei salari accessori; mobilità tra amministrazioni pubbliche

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