11 luglio 2020
Aggiornato 22:30
Nessun residuo su piante e terreno

Vino, con l'ozono addio a parassiti e a prodotti chimici inquinanti

È questa l’ultima frontiera degli studi avviati dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore in tema di sostenibilità ambientale. Si tratta di «Residuo 0»che propone l’utilizzo dell’acqua ozonizzata ed elettrolizzata in viticoltura come tecniche alternative o di supporto all’utilizzo delle sostanze chimiche tradizionali nella difesa da patogeni

VALDOBBIADENE – Addio ai parassiti che affliggono le viti grazie all'ozono, un elemento presente in natura a zero impatto ambientale.

UN'ALTERNATIVA ALLA CHIMICA - È questa l’ultima frontiera degli studi avviati dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore in tema di sostenibilità ambientale. Si tratta di «Residuo 0», un progetto finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Veneto 2007 – 2013, che propone l’utilizzo dell’ozono e dell’acqua ozonizzata ed elettrolizzata in viticoltura come tecniche alternative o di supporto all’utilizzo delle sostanze chimiche tradizionali nella difesa da patogeni e nella sanificazione delle cantine.

CON OZONO NESSUN RESIDUO - «Da questo studio emerge come l’applicazione di uno schema di lotta integrato che includa l’uso di acqua ozonizzata o elettrolizzata, determinerebbe una riduzione delle popolazioni fungine e batteriche comparabile a quella determinata dall’uso dei soli trattamenti chimici – spiega Filippo Taglietti, tecnico del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore-. In considerazione del fatto che le acque ozonizzate ed elettrolizzate non rilasciano residui sulle piante e nell’ambiente, il loro utilizzo è un’alternativa da prendere in considerazione allo scopo di ridurre l’impatto sull’ambiente nelle aree viticole causato dall’impiego di prodotti chimici».

UTILE ANCHE IN CANTINA - Tra gli obiettivi di questo studio vi è quello di ridurre i trattamenti chimici e i residui sulle uve, il tutto a vantaggio dell’ambiente e di chi vi abita e lavora. «Residuo 0» si propone di diminuire sensibilmente anche l’impiego di sostanze chimiche tradizionalmente utilizzate in viticoltura ed in enologia, nella difesa da patogeni e nella disinfezione delle cantine. I trattamenti ecocompatibili sono stati sperimentati grazie alla creazione di due diversi prototipi: un macchinario per la produzione di acqua elettrolizzata sufficiente per la dispersione in campagna secondo le metodologie utilizzate tradizionalmente dalle aziende e la realizzazione di un secondo tipo di strumento, di ridotte dimensioni e quindi trasportabile nei vigneti, in grado di produrre acqua ozonizzata, utile per un lavaggio delle uve con la rimozione dell’inquinante chimico.

L'IMPEGNO DEL CONSORZIO DI VALDOBBIADENE - Il lavoro è il frutto di alcuni anni di indagine sull’influenza dell’impiego di questa tecnologia per la difesa della vite. Una ricerca sulla quale il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore ha voluto investire in continuità con l’incessante impegno in nome di una viticoltura sempre più green. «Il nostro intento è quello di ridurre sempre più l’utilizzo dei prodotti fitosanitari nell’area del Conegliano Valdobbiadene – spiega il presidente Innocente Nardi -. Studi come questo evidenziano come la nostra sia una realtà all’avanguardia in tema di sostenibilità ambientale». I risultati, anche in questo caso, sono soddisfacenti.