12 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Una posizione non condivisa dal Papa e da Obama

«Con il carbone si può strappare dalla povertà centinaia di milioni di persone»

La presa di posizione è arrivata da Assocarboni dopo le dichiarazioni del premier Renzi, che ha definito la materia prima «il pericolo pubblico numero uno». Secondo l'associazione grazie alla sua economicità, competitività e alla sicurezza energetica che garantisce, è «certamente il combustibile privilegiato per accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili»

ROMA – Con il carbone si può strappare dalla povertà centinaia di milioni di persone. La presa di posizione è arrivata da Assocarboni in vista della conferenza sul clima di Parigi e dopo le dichiarazioni del premier, Matteo Renzi, che ha definito quella materia prima «il pericolo pubblico numero uno».

CARBONE PUO' ACCOMPAGNARE RINNOVABILI - Secondo l'associazione il carbone, grazie alla sua economicità, alla competitività e alla sicurezza energetica che garantisce, è «certamente il combustibile privilegiato per accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili sulla strada della mitigazione del cambiamento climatico e per l'eliminazione della privazione energetica». Quindi per Assocarboni «occorre utilizzare più carbone, con le migliori tecnologie di combustione e più rinnovabili, cosi come oggi fatto dai paesi più avanzati e non come Usa, Giappone, Cina, India, Turchia, Marocco, Germania e Uk».

I CONSUMI DI CARBONE NEL MONDO E IN ITALIA - L'associazione ha ricordato che nel mondo il 42 per cento dell'energia elettrica è prodotta dal carbo­ne, la cui produzione nel 2014 si attesta a 7,2 miliardi di tonnellate, in leggera crescita rispetto ai 7,1 miliardi del 2013. In Europa, la quota di energia elettrica pro­dotta da carbone è il 28 per cento seguita dal nu­cleare con un peso del 27 per cento. L'Italia è l'unico paese in Europa che, pur non facendo ricorso al nucleare, ha la quota di utilizzo più bassa di carbone. La torta della produzione di energia elettrica italiana è infatti unica in Europa e rispetto ai paesi del G8: se la media vede generalmente una quota pari al 60 per cento circa generata da un mix variabile di carbone e nucleare, in Italia nel 2014 la produzione di energia elettrica proviene per il 37 per cento da gas naturale, per il 37 per cento da rinnovabili, e solo per un 13 per cento dal carbone.

ADDIO CARBONE: DAL PAPA A OBAMA PASSANDO PER LA CINA - Papa Francesco nella sua enciclica «Laudato sì» sulla «cura della casa comune», ha affermato che «le tecnologie basata sui combustibili fossili, altamente inquinanti - specialmente il carbone, ma anche il petrolio e, a un livello minore, il gas - devono essere sostituite gradualmente e senza ritardi». Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie) l'unico modo per evitare un innalzamento delle temperature dal 2020 è quello di mettere in pratica alcuni accorgimenti: aumentare l'efficienza energetica dell'industria, dell'edilizia e dei trasporti, ridurre l'utilizzo delle centrali elettriche a carbone e fermare la loro costruzione. Negli Usa invece l'amministrazione guidata da Barack Obama ha presentato un pacchetto di leggi per contrastare i cambiamenti climatici, dove è prevista la riduzione delle emissioni delle centrali a carbone del 30 per cento entro il 2030. Infine secondo alcuni ricercatori della London school of economics la Cina raggiungerà almeno con 5 anni di anticipo gli obiettivi che si è data per scongiurare il riscaldamento globale, anche grazie al tracollo dei consumi di carbone registrato nel 2014 e confermato nel primo quadrimestre del 2015, dopo anni in cui il dato è continuato a salire.