20 gennaio 2020
Aggiornato 06:00
Ma restano elementi incertezza su fiducia famiglie e imprese

Confcommercio vede la ripresa dei consumi

Migliorano i consumi, con una crescita congiunturale ad aprile dello 0,5%, la più elevata degli ultimi due anni, dopo il -0,1% di marzo. L'incremento tendenziale è dello 0,8% (+0,4% a marzo). Il dato è dell'Ufficio studi della Confcommercio ed esce in occasione dell'assemblea annuale della confederazione, oggi ad Expo Milano.

ROMA - Consumi in miglioramento ad aprile quando l'indicatore di Confcommercio registra una crescita congiunturale dello 0,5%, valore più elevato negli ultimi 2 anni. Rispetto ad aprile dell'anno scorso, invece, l'incremento è dello 0,8%. E' quanto rende noto Confcommercio in occasione dell'assemblea annuale a Milano. In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore consolida la tendenza al progressivo miglioramento in atto dall'estate del 2014.

«Il dato dell'ultimo mese - si legge - sembra indicare la possibilità di una ripresa dei consumi più accentuata rispetto a quanto rilevato fino ad oggi ed avvalora, unitamente alle indicazioni positive provenienti da altri indicatori congiunturali, l'ipotesi di una crescita superiore all'1% già nel 2015».

Tuttavia, il quadro complessivo, seppure caratterizzato da molti segnali di miglioramento, presenta, secondo Confcommercio, alcuni elementi d'incertezza legati essenzialmente alle percezione da parte delle famiglie e delle imprese della solidità della ripresa.

A maggio il sentiment dei consumatori, pur mantenendosi su livelli elevati, prosegue Confcommercio, ha mostrato un ulteriore peggioramento, dopo quello già rilevato ad aprile; a pesare su questo risultato negativo il giudizio delle famiglie sulla situazione economica, personale e sulle aspettative future.

Per quanto riguarda le imprese, l'indice del clima di fiducia mostra, invece, una sostanziale stabilità, ma tra gli operatori economici solo quelli dei servizi di mercato registrano un lieve miglioramento del sentiment, mentre tra gli operatori del manifatturiero, delle costruzioni e del commercio al dettaglio risale il pessimismo.

Il lieve deterioramento della fiducia nell'industria manifatturiera riflette la presenza di un quadro produttivo che, seppure in continuo miglioramento, segnala l'alternanza di dati più positivi con altri meno favorevoli. Stando alle valutazioni di Confindustria la produzione industriale dovrebbe aver registrato a maggio una variazione congiunturale dello 0,1% (+0,3% ad aprile). La tendenza al recupero dovrebbe, sulla base di quanto emerge dagli indicatori qualitativi, rafforzarsi nei prossimi mesi con un apporto più significativo della domanda interna.

La crescita dello 0,5% registrata dall'Icc ad aprile, rispetto a marzo deriva da un aumento della domanda sia di servizi (+0,6%) sia di beni (+0,4%). Tale risultato positivo ha permesso di recuperare la perdita di marzo (-0,1%) e risulta essere la crescita più elevata registrata negli ultimi due anni.

Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa, variazioni positive hanno riguardato soprattutto i beni ed i servizi per la mobilità (+2,5%), grazie al buon andamento delle vendite di auto ai privati, gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa (+0,9%) e i beni e i servizi per le comunicazioni (+0,6%). Un modesto incremento si è registrato per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,1%), mentre la domanda di alimentari, bevande e tabacchi e quella dei beni e servizi per la casa è stabile rispetto a marzo. Di lieve entità è stata la riduzione della spesa sia per abbigliamento e calzature (-0,2%), in linea con il mese precedente, sia dei beni e servizi ricreativi (-0,1%).

La dinamica tendenziale dell'Icc di aprile mostra una crescita dello 0,8%, più accentuata rispetto a quanto rilevato nel mese precedente. Questo risultato sintetizza un incremento dello 0,9% per quanto riguarda la domanda relativa ai beni e dello 0,7% relativamente ai servizi, che recuperano il risultato negativo di marzo. Il dato di aprile è stato determinato soprattutto dal buon andamento, su basa annua, della domanda di beni e servizi per la mobilità (+9,2%), dei beni e dei servizi per le comunicazioni (+3,1%) e, con un incremento di minore entità, della la spesa per gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa (+0,9%).

Per tutte le altre macro-funzioni di spesa si è registrata, su base annua, una riduzione dei consumi che è stata abbastanza accentuata per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-1,4%) e per l'abbigliamento e le calzature (-0,9%) peggiorando l'andamento negativo già evidenziato dall'inizio dell'anno. La spesa si è ridotta in misura modesta per quanto riguarda i beni e i servizi per la cura della persona (-0,6%), i beni e i servizi ricreativi (-0,5%), i beni e i servizi per la casa (-0,4%).