24 settembre 2020
Aggiornato 06:30
Assemblea annuale dell'Organizzazione

Confcommercio approva manovra del governo, ma chiede più riforme

Sangalli: «Giù le tasse per aiutare la crescita. Tenendo conto dell'economia sommersa infatti la pressione fiscale è al 52%.»

ROMA - Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, da’ il suo appoggio alla manovra economica del governo nel suo rapporto all’assemblea annuale della sua organizzazione. Ma la non è un apertura di credito priva di richieste. Prima fra tutte quella della diminuzione del carico fiscale. Confcommercio chiede di far partire il » cantiere delle riforme » al più presto.
Tenendo conto dell'economia sommersa infatti - stima Confcommercio - la pressione fiscale è al 52%. Il presidente, Carlo Sangalli, ha sottolineato che grazie alle politiche di rigore il governo ha messo a punto «una manovra quantitativamente impegnativa, necessariamente impegnativa. Ma più contenuta di quelle che dovranno operare altri grandi Paesi europei. Nel 2009, la pressione fiscale complessiva è stata pari, nel nostro Paese, al 43,2% del Pil».
«Si tratta, però - spiega Sangalli - della pressione fiscale complessiva ed ufficiale, che tiene dunque conto anche di un'economia sommersa che genera un imponibile evaso nell'ordine dei 260 miliardi di euro e determina mancati introiti fiscali nell'ordine dei 110 miliardi di euro. Per chi paga regolarmente tasse e contributi, la pressione fiscale complessiva ed effettiva è allora ben superiore al 43,2 % del Pil e può essere stimata prossima al 52%».

È per questo che Confcommercio chiede al governo che la pressione fiscale non sia ulteriormente accresciuta. «Anzi, per sostenere crescita ed occupazione, essa andrà al più presto ridotta.
Rafforzare l'azione di contrasto e recupero dell'evasione e dell'elusione è, anche a questi fini, essenziale. Il 'dividendo' economico e sociale di questa azione deve infatti essere la riduzione della pressione fiscale».

«Per questo, noi pensiamo che ora, proprio ora - sottolinea Sangalli - occorra fare avanzare il cantiere delle riforme».