22 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
La Serbia conferma il suo interesse al progetto

Macedonia nel caos per ostacolare Turkish stream?

«Non posso ancora avere un quadro definitivo degli eventi, ma oggettivamente la situazione si sviluppa in un contesto di rifiuto del governo di aderire alla politica di sanzioni contro la Russia, così come la volontà delle autorità macedoni di sostenere la costruzione del gasdotto», ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov

BELGRADO – Le recenti tensioni in Macedonia sono legate alla volontà del Paese a partecipare al progetto di gasdotto Turkish stream e all'indisponibilità dell'attuale governo ad applicare le sanzioni anti-Russia. Lo ha ipotizzato il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov, durante un incontro con il suo omologo serbo, Ivica Dacic che ha ribadito l'interesse di Belgrado di fare parte della «via Balcanica» di Turkish stream.

MACEDONIA FAVOREVOLE A TURKISH STREAM - Lavrov ha detto: «Non posso ancora avere un quadro definitivo degli eventi in Macedonia, ma oggettivamente la situazione si sviluppa in un contesto di rifiuto del governo di aderire alla politica di sanzioni contro la Russia, così come la volontà delle autorità macedoni di sostenere la costruzione del gasdotto Turkish Stream». Parlando più in generale del gasdotto, il ministro russo ha sottolineato il fatto che se l'Unione europea intende davvero perseguire una politica energetica nell'insegna della sicurezza allora non deve ostacolare il nuovo progetto di Mosca, dopo l'annullamento di South stream. Lavrov ha quindi ricordato che Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria e «altri Paesi» della regione sono interessati a Turkish stream.

SERBIA RIBADISCE INTERESSE A TURKISH STREAM - Il ministro degli esteri di Belgrado ha confermato che il suo Paese vuole fare parte del prolungamento di Turkish stream verso l'Europa: «Al momento possiamo esprimere la nostra prontezza a partecipare al progetto in quanto abbiamo bisogno di forniture di gas sulle quali poter contare». Dacic ha aggiunto che la Serbia si trova in una situazione difficile perché riceve metano russo solo dall'Ucraina, mentre Mosca ha più volte annunciato che il rubinetto ucraino verrà chiuso in favore di Turkish stream. «Non vorremmo trovarci nella situazione, fra qualche anno, in cui dovremo cercare quelli con cui lamentarci del fatto che l'inverno è arrivato e non ci sono più forniture di gas dall'Ucraina», ha detto il ministro. Dacic ha concluso chiedendosi come mai l'Ue non ponga nessuna questione sul Nord stream, gasdotto che trasporta gas russo dal Mare Baltico al nord Europa bypassando alcuni Paesi di transito, mentre la rotta meridionale viene osteggiata. A tale proposito la Serbia ha chiesto che l'Ue supporti Turkish stream e «colga sin da subito l'essenza del problema».