30 luglio 2021
Aggiornato 02:30
La leader della Cgil contro il governo

Camusso: «I cittadini chiedono lavoro, lavoro, lavoro»

"La disoccupazione è troppo alta, e i cittadini chiedono il lavoro": è l'appello della segretaria della Cgil, Susanna Camusso, che è intervenuta a Mestre (Venezia), ad un attivo del sindacato con 700 delegati.

Venezia (askanews) - «Lavoro, lavoro, lavoro». E' l'appello dei cittadini, secondo la segretaria della Cgil Susanna Camusso che è intervenuta a Mestre (Venezia), ad un attivo del sindacato con 700 delegati.

Camusso: La disoccupazione è ancora troppo alta
«La disoccupazione è troppo ampia - ha evidenziato Camusso - ci sono pochi segnali di ripresa legati a fattori internazionali che però non producono crescita, troppe aziende sono in ristrutturazione aspetto dilagante anche nella grande distribuzione e nel terziario». Per la leader della Cgil il problema del lavoro deve essere affrontato anche a «partire dalle Regioni e dal territorio per rilanciare politiche del lavoro», ha concluso Camusso. Ed ha aggiunto: «La legalità è la precondizione del lavoro. Per questo abbiamo proposto un nuovo sistema degli appalti - ha spiegato Camusso - che sono il problema con 30mila basi appaltanti per tutto il territorio nazionale. Servono risorse,  riconoscimento dei diritti e investimenti ovvero l'opposto di ciò che è stato fatto finora», ha concluso la leader Cgil.

Questi numeri sono solo propaganda per il governo
«I numeri che ci vengono fatti non sono altro che propaganda del Governo, numeri che si scontrano con la realtà di milioni di disoccupati e di giovani in fuga all'estero", ha sottolineato ancora la segretaria generale della Cgil Susanna Camuss, a Mestre a margine dell'assemblea del sindacato. Parlando dei nuovi posti di lavoro dopo il Jobs Act, «siamo di fronte ad una infinita guerra dei numeri. Sul Jobs act il Governo Renzi ha sbagliato e continua a sbagliarsi» perché «i numeri stanno lì a dimostrarlo. Se Renzi vuole davvero cambiare verso al Paese - ha aggiunto - deve ricordarsi che la disoccupazione è a due cifre. E' bene che se lo ricordi».