4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
E' ancora crisi nera per il mercato del lavoro

Camusso: «Il Jobs Act è un flop»

Alla vigilia della Festa del Lavoro arriva l'ennesima doccia fredda dall'Istat. A marzo il tasso di disoccupazione è salito al 13% dal 12,7% di febbraio, gli occupati sono calati di 59mila unità in un mese e il tasso di disoccupazione degli under 25 è salito al 43,1%.

Roma (askanews) - E' ancora crisi nera per il mercato del lavoro in Italia. Alla vigilia della Festa del Lavoro arriva l'ennesima doccia fredda dall'Istat. A marzo il tasso di disoccupazione è salito al 13% dal 12,7% di febbraio, gli occupati sono calati di 59mila unità in un mese e il tasso di disoccupazione degli under 25 è salito al 43,1%. Si profila una partenza flop, dunque, per il Jobs act, in vigore dai primi di marzo.

Camusso: I numeri della disoccupazione dicono chiaramente qual è l'emergenza del paese
Per i tecnici dell'Istat, comunque, «è presto per vedere i risultati del Jobs act. I segnali che arrivano dalla produzione - spiegano - sono ancora deboli e quindi servirà più tempo per far ripartire il mercato del lavoro che permane in difficoltà». La situazione preoccupa molto i sindacati che puntano il dito contro il governo «reo» di occuparsi di tutt'altro. Per il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, «i numeri della disoccupazione dicono esattamente qual è l'emergenza del Paese, il primo maggio dovrebbe essere rivolto a guardare il lavoro come necessità fondamentale, ossessione quotidiana di chi ci governa, ma non mi pare sia questo il grande tema». Sulla stessa lunghezza d'onda il leader della Uil, Carmelo Barbagallo: il governo è «troppo impegnato nelle alchimie della 'democratica' legge elettorale e poco attento al futuro di lavoratori dipendenti e pensionati».

Furlan: La crisi non è finita
E per il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, i dati dimostrano che «la crisi non è ancora finita e che i posti di lavoro si creano attraverso la crescita, facendo ripartire l'economia del Paese, con nuovi investimenti ed una redistribuzione del reddito a favore dei lavoratori e dei pensionati». Cauto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: i dati sull'occupazione «vanno letti in un quadro complessivo dove segnali positivi si incrociano con elementi di criticità tipici di una situazione economica ancora non stabilizzata».

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