12 luglio 2020
Aggiornato 08:00
Le "cinque giornate di Milano" del 2015

Mille e più studenti contro l'Expo

Sono circa un migliaio gli studenti partiti alle 10.45 da largo Cairoli a Milano per l'annunciata manifestazione contro l'Expo che si aprirà il primo maggio. Si tratta della seconda delle "Cinque giornate di Milano" che vedono la mobilitazione dell'universo italiano e non solo contro la "truffa" dell'Esposizione universale.

Milano (askanews) - Sono circa un migliaio gli studenti partiti alle 10.45 da largo Cairoli a Milano per l'annunciata manifestazione contro l'Expo che si aprirà il primo maggio. Si tratta della seconda delle «Cinque giornate di Milano» che vedono la mobilitazione dell'universo italiano e non solo contro la «truffa» dell'Esposizione universale.

No Expo: Lo scandalo non siamo noi, ma i morti nel Mediterraneo
«Vogliono nutrire il Pianeta ma vogliono farlo con cheesburger e Coca Cola, con gli scandali e con le speculazioni», gridano al microfono dal camion che apre la manifestazione davanti a un grande striscione con la scritta «No Expo». Tra i giovani milanesi ci sono anche delegazioni di studenti provenienti da diverse città del Veneto e anche qualche sparuto straniero. In piazza anche televisioni e cronisti di alcuni Paesi europei venuti nel capoluogo lombardo in occasione dell'inaugurazione dell'Esposizione. I giovani rispediscono al mittente le accuse di voler provocare incidenti nel corso dell'attesa parata prevista per il pomeriggio del primo maggio, spiegando che «la divisione non è fra buoni e cattivi, ma tra sfruttati e sfruttatori» e che «non siamo noi a creare imbarazzo ma lo sono le centinaia di morti nel Mediterraneo». Il corteo sfilerà per tutto il centro cittadino per poi puntare su Palazzo Lombardia, sede della Regione. Gli studenti hanno già annunciato alcuni atti simbolici che verranno presumibilmente condotti principalmente contro gli istituti bancari. E in questo senso hanno giustificato il fatto che alcuni di loro si fossero travisati per «non finire nelle maglie della repressione».

Galletti: Rispetto i manifestanti, purché non siano violenti
«Io ho sempre molto rispetto per chi manifesta, non conosco le motivazioni, non riesco davvero a comprenderle, ma se sono manifestazioni pacifiche, io ritengo che sia un diritto di tutti. L'importante è che non ci sia violenza». Lo ha spiegato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, su Sky Tg24. A proposito dell'inaugurazione di domani dell'Expo 2015 a Milano, Galletti ha aggiunto: «io spero che sia una grande festa. Domani è un'occasione importantissima per il nostro Paese. Noi presentiamo Expo, presentiamo le eccellenze italiane, le eccellenze del mondo. È un'occasione straordinaria per fa conoscere il nostro paese. Quello che mi stupisce di più è la contrapposizione tra i temi dell'Expo e i manifestanti: il tema dell'Expo è un grandissimo messaggio morale ed etico, quello del cibo, dell'energia, della possibilità di trovare una soluzione a un problema globale. Un mondo dove vivono 800 mln di persone che sono denutrite e ce ne sono 1,4 mld che hanno problemi di obesità e di sovrappeso. Il tema dell'Expo è questo: come far venir meno questa disuguaglianza globale che non può continuare».