15 luglio 2019
Aggiornato 21:30
La Commissione europea ha dato il via libera

In arrivo sulle nostre tavole 19 nuovi OGM

La Commissione europea darà nei prossimi giorni, e probabilmente già entro il fine settimana, l'autorizzazione finale per 19 nuovi prodotti Ogm da commercializzare nel mercato Ue, che non avevano mai ottenuto la maggioranza qualificata da parte degli Stati membri.

Bruxelles (askanews) - La Commissione europea darà nei prossimi giorni, e probabilmente già entro il fine settimana, l'autorizzazione finale per 19 nuovi prodotti Ogm da commercializzare nel mercato Ue, che non avevano mai ottenuto la maggioranza qualificata da parte degli Stati membri. Lo hanno annunciato oggi a Bruxelles diverse fonti della stessa Commissione, precisando che si tratterà di 19 Ogm, per lo più mais, soia e colza, usati nei prodotti alimentari e (soprattutto) nei mangimi per animali; ma la lista comprende anche alcune varietà di cotone e garofani. Per la precisione, vi saranno sette varietà di cotone (una delle quali comprende anche un olio di cotone), cinque di soia, tre di mais, due di colza e due di garofani (modificati nel colore).

Via libera ai 19 nuovi prodotti
Proprio oggi, la Commissione aveva approvato una nuova proposta di regolamento che consentirà agli Stati membri, a certe condizioni, di proibire sul proprio territorio l'uso di prodotti Ogm (alimenti e mangimi) importati dai paesi terzi e già approvati a livello comunitario. L'annuncio del via libera ai 19 nuovi Ogm è una diretta conseguenza di questa riforma del sistema di autorizzazione, e ne tradisce il vero proposito: sbloccare le procedure di autorizzazione di alimenti e mangimi Ogm, oggi arenate nel limbo dell'attuale procedura decisionale comunitaria. Una procedura che lascia interamente alla Commissione - reticente a farsene carico - la responsabilità di approvare un nuovo prodotto quando non ci sia in Consiglio Ue una maggioranza qualificata di Stati membri né contraria, né favorevole, come è sempre accaduto finora. In questo caso infatti, contrariamente a quanto accade con la procedura di «co-decisione» applicata alle normali decisioni legisaltive Ue, non basta la «minoranza di blocco», ma serve la maggioranza qualificata degli Stati membri anche per respingere una proposta di approvazione. Ed è successo spesso che la Commissione si ritrovasse «costretta» ad approvare un Ogm anche quando c'era una maggioranza di Stati membri contraria, anche se non abbastanza forte da costituire una maggioranza qualificata.

Si cerca il consenso dei paese esportatori di OGM
Anche se la riforma non è ancora stata approvata (e sarà molto difficile che lo sia, viste le forti opposizioni su tutti i fronti, ambientalisti compresi) per il solo fatto di averla proposta la Commissione si sente libera ora di prendere sulle autorizzazioni «pendenti» di alimenti e mangimi transgenici quelle decisioni impopolari, e che il suo stesso presidente, Jean-Claude Juncker avava giudicato poco democratiche, perché non sostenute dalla maggioranza dei paesi membri. Ora Bruxelles potrà insomma procedere speditamente alle autorizzazioni, rispondendo ai paesi contrari che non si impone loro nulla, perché possono vietare l'uso degli Ogm sul loro territorio. Con l'approvazione in blocco di tutti i dossier, che erano rimasti bloccati a volte per anni, è evidente anche l'intenzione della Commissione di tacitare i malumori dei paesi esportatori di Ogm, che non vedono di buon occhio le nuove norme sui divieti nazionali.

Il 90% della soia importata in Ue è geneticamente modificata
Una lettera inviata il primo aprile scorso a tutti i commissari europei da parte dagli ambasciatori di Usa, Canada, Argentina e Brasile indicava, in particolare, la preoccupazione che le nuove norme siano coerenti con le norme Ue sul mercato interno e con quelle della Wto, e fondate su princìpi scientifici (mentre le motivaziani dei nuovi opt-out nazionali potranno chiaramente non avere carattere scientifico). Gli ambasciatori chiedevano anche di continuare ad applicare le attuali regole, anche se in modo più "tempestivo" per l'approvazione degli Ogm (e quindi non introdurre le modifiche varate oggi). L'ultima approvazione di un nuovo prodotto Ogm nell'Ue risale al novembre 2013. L'Ue importa ogni anno, in particolare, 32 milioni di tonnellate di soia per i mangimi dei propri allevamenti, e il 90% di questa soia (proveniente soprattutto da Brasile, Argentina e Usa) è geneticamente modificata.