20 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
Nell'agroalimentare c'é il futuro del Belpaese

Martina: «Basta criticare Expo: l'Italia deve vincere questa sfida»

Parla il ministro con delega a Expo 2015: "Sarebbe molto bello unire le forze, non dividersi. E' legittimo criticare l'esposizione universale, però proviamo a guardare insieme le cose buone e positive che può portare un appuntamento come quello che abbiamo alle porte."

Milano (askanews) - Parla il ministro con delega a Expo 2015, Maurizio Martina, che lancia un appello ai manifestanti per mettere in discussione le loro certezze: «E' legittimo criticare l'esposizione universale però, se posso dare un consiglio e fare una scommessa, proviamo a guardare insieme le cose buone e positive che può portare un appuntamento come quello che abbiamo alle porte».

Martina: Per Expo dobbiamo unire le forze, non dividerci
Mentre i No Expo annunciano cinque giorni contestazioni a cavallo dell'inaugurazione dell'esposizione universale, il ministro con delega a Expo 2015, Maurizio Martina, invita i manifestanti ad approfondire alcuni temi legati alla manifestazione per provare a mettere in discussione le loro certezze. «E' legittimo criticare l'esposizione universale però, se posso dare un consiglio e fare una scommessa, proviamo a guardare insieme le cose buone e positive che può portare un appuntamento come quello che abbiamo alle porte» ha detto a margine del Consiglio generale aperto della Fondazione Triulza, ente responsabile del padiglione del terzo settore a Expo 2015. «Sarebbe molto bello unire le forze, non dividersi. Sarebbe molto bello che alcuni temi che vengono evocati venissero compresi. Ho letto che alcune rivendicazioni accusano la cementificazione di un milione di metri quadrati di area. Vorrei semplicemente ricordare che cosa c'era su quell'area prima del sito espositivo: non c'erano campi di grano, era una grande area da bonificare e questo è stato fatto. Così come non comprendo la polemica sui volontari. Ogni grande appuntamento internazionale ha un programma volontari. Basta ascoltare i volontari stessi per capire quanta forza ed entusiasmo c'è nella loro presenza in Expo» ha aggiunto Martina.

Di fronte alle avversità bisogna rilanciare
Expo «è una metafora formidabile del cambiamento necessario a questo Paese perché condensa dentro un appuntamento tutti i grandi problemi e le opportunità che l'Italia ha», ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole, nell'inaugurazione dell'anno accademico dello Iulm. Per quanto riguarda invece le critiche sui ritardi nella preparazione di Expo, Martina ha dichiarato: «Un paese forte di fronte ai problemi rinuncia o rilancia? Io dico che rilancia, non può che essere così perché un paese che rinuncia è destinato a non avere una prospettiva». Infine il ministro dell'Agricoltura ha rivolto un invito a vivere Expo «come un grande momento di accelerazione e di consapevolezza, come grande occasione per comprendere che il mondo si è ristretto e che quel tema (l'alimentazione, ndr) ci aiuta a capire dove possiamo andare noi italiani con i nostri lati deboli ma anche con grandissimi punti di forza. Con Expo sarà chiaro che nell'agroalimentare c'è un pezzo di futuro del nostro Paese».

Expo è la sfida da vivere e vincere
Per il ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, il fatto che Expo «ci porti in casa un tema che non è ancora sufficientemente chiaro all'opinione pubblica e il fatto che non sia completamente chiaro quanto è centrale e forte la questione alimentare globale, quanto forte e potente è l'intreccio tra questi contenuti e il nostro Paese ed è la sfida che merita di essere vissuta».Secondo Martina, l'Italia «ha avuto una lungimiranza di assoluto significato» nel candidarsi a ospitare l'Esposizione universale su un tema di questa portata negli anni in cui iniziava la crisi. «L'ambizione di ridefinire uno strumento universale su un tema di questo tipo (quello alimentare, ndr) in Europa dopo la Cina e gli Emirati Arabi è un'ambizione che merita tutto lo sforzo di una comunità nazionale».Per il ministro delle Politiche agricole con delega a Expo 2015, la strage nel Tribunale di Milano o la minaccia dell'Isis non possono paralizzare la macchina organizzativa dell'esposizione universale. «E' chiaro che un grande evento come Expo abbia bisogno di un livello di sicurezza adeguato. Qui le forze dell'ordine, la prefettura, chi deve presidiare e garantire la sicurezza, ci sta lavorando da tempo con la massima attenzione. Penso che dobbiamo continuare con determinazione questo lavoro. Un Paese come il nostro non si può fermare davanti a questi temi, deve non banalizzarli, ma dimostrare che è possibile fare un appuntamento internazionale di questa caratura con la massima sicurezza» ha detto a margine del Consiglio generale aperto della Fondazione Triulza, ente responsabile del padiglione della società civile a Expo.