20 giugno 2019
Aggiornato 19:30
Si cercano comuni candidati, altrimenti deciderà il governo

La mappa delle aree idonee per il deposito nazionale delle scorie nucleari resta ancora segreta

Entro metà aprile avrebbe dovuta essere resa pubblica la carta che indica i comuni che potrebbero ospitare la discarica dei rifiuti radioattivi, ma la scadenza non verrà rispettata. Intanto l'assessore all'Ambiente della Regione Sardegna, Donatella Spano, ha scritto a Roma per ribadire il «fermo no» del suo territorio ad accogliere il sito.

ROMA – Entro metà aprile avrebbe dovuta essere resa pubblica la carta che indica le aree idonee ad ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari (Cnapi), ma la scadenza non verrà rispettata e slitterà di almeno tre mesi. Questo il sunto del comunicato congiunto dei ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, al quale è immediatamente seguito quello dell'assessore all'Ambiente della Regione Sardegna, Donatella Spano, che ha scritto a Roma per ribadire il «fermo no» del suo territorio ad accogliere il sito.

LA MAPPA RIMANE SEGRETA - «Non è stata scelta ancora alcuna area per il deposito delle scorie nucleari. La procedura per definire il luogo che dovrà ospitarlo segue fin dal suo avvio un iter trasparente e aperto al massimo coinvolgimento di cittadini e istituzioni locali», hanno scrittoi due ministeri. «In questo momento - hanno spiegato da Roma - sono in corso le valutazioni tecniche dei ministeri competenti, Ambiente e Sviluppo, sulla Carta Nazionale (Cnapi) redatta da Sogin che individua le aree potenzialmente idonee, nell'ordine di alcune decine dislocate in varie regioni italiane, seguendo i criteri dettati dalle linee guida dell'Ispra, che agisce quale Autorità per la sicurezza nucleare nazionale. Il testo verrà trasmesso nuovamente a Sogin, che lo renderà pubblico nel tempo necessario ad adeguarlo alle prescrizioni dei dicasteri».

SI CERCANO COMUNI CANDIDATI – Una volta resa pubblica la Cnapi, ci sarà una fase di consultazione pubblica della durata di quattro mesi, cui prenderanno parte le regioni e gli enti locali interessati, i rappresentanti dei cittadini e la comunità scientifica. «E' previsto per settembre-ottobre di quest'anno il seminario nazionale indetto da Sogin (inizialmente previsto per giugno, ndr) e la conseguente redazione della Carta delle aree idonee (Cnai), in cui è individuata una rosa ristretta di realtà locali tra quelle che, rispondendo ai criteri tecnici previsti, avranno proposto la loro candidatura», hanno spiegato i due ministeri.

SENZA CANDIDATURE DECIDE IL GOVERNO - «Il testo - è scritto nella nota - verrà trasmesso entro i successivi novanta giorni al ministero dello Sviluppo per l'approvazione finale dell'area di destinazione dei rifiuti nucleari, che avverrà di concerto con il ministero dell'Ambiente e acquisito il parere dell'Ispra. Solo nel caso in cui non si dovesse registrare il necessario consenso su un luogo verrà istituito un comitato interministeriale che, nel rispetto delle osservazioni tecniche e del confronto con le realtà territoriali, sarà chiamato a individuare la zona idonea».

LA SARDEGNA DICE NO - Come anticipato la notizia dello slittamento dei tempi ha provpocato l'immediata reazione dell'assessore della Regione Sardegna alla Difesa dell'Ambiente, Donatella Spano, che ha inviato una lettere al ministro dell'Ambiente e dello Sviluppo economico ribadendo «il fermo no della Regione». Spano ha spiegato: «Coinvolgimento dei territori e trasparenza sono passaggi irrinunciabili, in un iter delicato come quello per l'ubicazione del deposito nazionale, come affermano i ministri che si impegnano a garantire la partecipazione delle comunità locali. La Regione Sardegna ha dimostrato in tutti i modi e in tutte le sedi la sua indisponibilità ad ospitare il sito e continuerà a farlo, per le ragioni più volte espresse, che vanno dall'esigenza di riequilibrare le servitù che già sopporta a quelle legate allo sviluppo economico».