19 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Direttiva europea: raccolta o consegna tutti i giorni

Posta consegnata a singhiozzo? L'Ue non è d'accordo

L'ultima riunione dell'Agcom dello scorso venerdì ha visto una prima approvazione della riforma del sistema postale. L'ad Francesco Caio nel riordino previsto per riportare in pari i conti di Poste italiane, propone la consegna della corrispondenza non più quotidiana, ma ogni due giorni. La Direttiva dell'Ue sui servizi postali lo contraddice: «Servizio tutti i giorni».

ROMA - La posta verrà consegnata ogni due giorni in 4mila comuni. Questa la decisione presa dall'amministratore delegato di Poste italiane, Francesco Caio, in ambito del riordino del gruppo pubblico. È una delle mosse dell'ad per riportare in pari i conti di Poste italiane in vista di una probabile privatizzazione. In occasione dell'ultimo consiglio Agcom, sono state approvate due delibere di modifica rispetto a quanto stabilito dall'amministratore delegato, in particolare in merito alla consegna della posta – che, come detto, coprirà 4mila comuni su 8mila solo ogni due giorni – e riguardo le tariffe – fissate a 80 centesime con la possibilità di arrivare ai 95.

PRETO: SENTIAMO CHE NE PENSA L'EUROPA - A sollevare dubbi e perplessità rispetto al principio di servizio universale è stato solo il commissario Antonio Preto, che si è astenuto dalla votazione: «La direttiva europea sui servizi postali (art. 3, par. 3, dir. 97/67/CE, come modificata dalle dir. 2002/39/CE e 2008/6/CE), norma di riferimento del settore per tutti i Paesi europei, prevede infatti l’obbligo di recapito per un minimo di cinque giorni a settimana nell’ambito del servizio universale e ciò anche nelle zone remote e scarsamente popolate. La direttiva stabilisce che la riduzione di frequenza può essere autorizzata dall’Autorità di regolazione solo in circostanze o per condizioni geografiche eccezionali».

ESISTONO I PRESUPPOSTI? LO DECIDE BRUXELLES - Preto si rifà, quindi, alle direttive di Bruxelles e sottolinea che una decisione di questo calibro deve essere accordata dalla Commissione europea, sebbene giustificata da un calo dei volumi che potrebbe far pensare ad un ripensamento complessivo del servizio universale: «Occorre verificare con Bruxelles se esistono i presupposti giuridici necessari per accordare una deroga così ampia e generale», spiega Preto. Il commissario Agcom aggiunge che una scelta simile è stata applicata dall'Europa già in precedenza, ma i casi dimostravano un'emergenza diversa da quella nostrana e l'intervento di Caio appare invasivo e ingiustificato. «Sappiamo che finora la deroga è stata applicata solo da alcuni Stati membri e in casi molto limitati ed estremi. Trattandosi di una direttiva europea tocca alla Commissione dare un'interpretazione uniforme per l'intera Unione europea. Quando sono in gioco servizi resi ai cittadini europei ci vuole prudenza e sicurezza di operare nel pieno rispetto dell’ordinamento», spiega ancora il commissario Agcom.

SERVIZIO UNIVERSALE ANCHE IN ZONE REMOTE.. - L'Agcom, dunque, si prepara ad avviare «un'interlocuzione» con l'Antitrust europea al fine di discutere la questione della consegna della posta a giorni alterni, come previsto dalla Legge di Stabilità, in cui si fissa una quota di popolazione al massimo al 25 per cento. La Direttiva dell'Unione europea, però, sembra contraddire quanto proposto dall'ad di Poste italiane. Nelle Regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari, modificata dalla 2008/6, compare la Direttiva 97/67 nella quale è specificato che nei Paesi dell'Unione europea la corrispondenza debba essere consegnata tutti i giorni lavorativi, e non a singhiozzo come stabilito da Francesco Caio: «Il servizio universale garantisce in linea di massima una raccolta e una consegna presso l'abitazione o la sede di persona fisica o giuridica, ogni giorno lavorativo, anche nelle zone remote e scarsamente popolate», si legge nella Direttiva.

..SALVO CIRCOSTANZE ECCEZIONALI - Come specificava il commissario Agcom Preto, esiste la possibilità che la Commissione europea opti perché le proposte di ottimizzazione di Poste italiane di Caio che passano per la razionalizzazione del servizio vengano accolte, ma questo succederà solo se i parametri risponderanno all'articolo 3 della Direttiva Ue nella quale si sottolinea che «gli Stati membri si attivano per assicurare che il servizio universale sia garantito come minimo cinque giorni lavorativi a settimana, salvo circostanze o condizioni geografiche eccezionali». Appare difficile, però, pensare che in Italia si palesino tali circostanze di eccezionalità.