16 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Il fallimento dell'accordo con Gazprom provocherà un buco da un miliardo

Saipem archivia «South stream», ma spera in «Turkish steam»

Per avere qualche informazione in più sul bilancio della controllata Eni, che ha presentato i conti preliminari, bisognerà aspettare il prossimo 19 febbraio, quando scadrà la seconda «comunicazione di sospensione» sul gasdotto cancellato dai russi, dal quale avrebbe dovuto incassare 2,4 miliardi di euro.

ROMA - Saipem sotto i riflettori a Piazza Affari dopo i conti preliminari sul 2014 diffusi ieri a borsa chiusa con il ritorno alla redditività e le guidance per il 2015 con ulteriore crescita. Il titolo ha messo a segno un balzo del 5 per cento superando la soglia di nove euro. Per avere qualche informazione in più sul bilancio della controllata Eni bisognerà aspettare il prossimo 19 febbraio, quando scadrà la seconda «comunicazione di sospensione (notice of suspension)» sul progetto «South stream» da parte di Gazprom, dal quale Saipem avrebbe dovuto incassare 2,4 miliardi di euro.

CONTI IN ROSSO MA IN MIGLIORAMENTO - Intanto la società ha comunicato di aver visto al rialzo i ricavi a 12,87 miliardi (+8,7%), di aver concluso lo scorso anno con un risultato netto adjusted positivo per 180 milioni rispetto al saldo negativo di 159 milioni del 2013 mentre il risultato netto è stato negativo per 230 milioni. Per il 2015 invece l'azienda ha previsto una crescita dei risultati con ricavi tra 12 e 13 miliardi, un ebit a 500-700 milioni, utile netto a 200-300 milioni. Per quanto riguarda l'indebitamento si è attestato a 4,42 miliardi, in calo rispetto ai 4,76 di fine 2013. L'azienda ha fatto sapere di aver ricevuto ordini per 17,97 miliardi, contro i 10 miliardi del 2013. Il portafoglio ordini a fine 2014 si è attestato a 22,14 miliardi rispetto ai 17,06 miliardi dell'anno precedente.

VERGINE, TORNATI ALLA REDDITTIVITÀ - L'amministratore delegato, Umberto Vergine, ha commentato: «Nel 2014 abbiamo raggiunto gran parte degli obiettivi che ci eravamo posti in questo anno di transizione, progredendo nella ripresa complessiva del nostro business». L'ad ha sottolineato che Saipem è tornata «alla redditività», un risultato «ottenuto per la prima volta in tre anni una riduzione dell'indebitamento finanziario netto e registrato un anno eccellente in termini di nuovi ordini». Vergine ha ricordato che «chiaramente, Saipem non è immune al calo del prezzo del petrolio avvenuto nel quarto trimestre, e al deterioramento dello scenario di mercato del nostro settore e questo ha portato alla svalutazione di alcuni asset con un impatto sui nostri risultati, senza però minare la solidità della ripresa».

IL NODO SOUTH STREAM - Il manager ha ricordato poi la questione del gasdotto «South stream» spiegando che nel corso dell'anno «il difficile contesto di mercato potrà influire sia sulla tempistica con cui contiamo di completare le negoziazioni relative ai vecchi contratti che sulla volontà dei nostri clienti di mantenere il programma dei progetti in corso e le previste assegnazioni di nuovi contratti già oggetto di gara». Nel caso il progetto commissionato da Gazprom dovesse essere definitivamente archiviato, per Saipem «si tradurrebbe in un miliardo di euro di mancati ricavi nel 2015» mentre il riverbero sull’Ebit al momento è di difficile quantificazione. Tuttavia, hanno ammonito dall'azienda, l'obbiettivo di riduzione del debito sotto i 4 miliardi entro fine anno, «sarà raggiunta anche in caso di stop definitivo al gasdotto». Il fattore «South stream» avrà una ripercussione anche sui mezzi aziendali rimasti fermi. Sul punto, ha detto Vergine «le penali che ci saranno pagate in caso di terminazione definitiva serviranno a coprire i costi generati dall’inattività dei nostri mezzi». Anche perché, ha ricordato «a marzo-aprile sarà difficile trovare una sistemazione alternativa perché la programmazione estiva è già stata fatta».

L'OPPORTUNITÀ TURKISH STREAM - Comunque anche dovesse naufragare definitivamente il gasdotto «South stream», Saipem potrebbe rimpiazzare le commesse perse con nuovi ingaggi per la realizzazione del suo sostituto «Turkish stream». L'azienda infatti ha già operato nel Mar nero, dove ha posato le tubazioni per il «Blue stream». Oltre che a presentarsi quindi come un operatore qualificato, già in possesso di strumenti, capacità operativa e rilievi per portare avanti i lavori, per Gazprom sceglierla come partner potrebbe significare anche un risparmio sulle penali da versarle.