10 maggio 2021
Aggiornato 07:00
Il leader della Fiom torna all'attacco

Landini: «Renzi vuole lo scontro con i lavoratori»

Maurizio Landini torna all'attacco contro Renzi: "E' il governo che ha deciso di aprire un conflitto in questo Paese, il governo sta rifiutando il confronto con i lavoratori che non hanno altri strumenti democratici per esprimere il loro dissenso. E la benzina sul fuoco la getta chi accetta le proposte di Confindustria, chi nega i diritti, chi si incaponisce a non parlare con i sindacati".

ROMA - Maurizio Landini torna all'attacco contro il governo Renzi: «E' il governo che ha deciso di aprire un conflitto in questo Paese - ha detto - il governo sta rifiutando il confronto con i lavoratori che non hanno altri strumenti democratici per esprimere il loro dissenso. E la benzina sul fuoco la getta chi accetta le proposte di Confindustria, chi nega i diritti, chi si incaponisce a non parlare con i sindacati»

LO SCIOPERO GENERALE E' L'ULTIMO STRUMENTO CHE ABBIAMO PER ESPRIMERE DISSENSO - È il governo che ha deciso di aprire un conflitto con i lavoratori in Italia rifiutando il dialogo e in questo contesto lo sciopero generale è l'unico strumento democratico disponibile per esprimere il dissenso: lo ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, entrando al ministero dello Sviluppo economico per l'incontro con governo e azienda sulla Ast di Terni. «E' il governo che ha deciso di aprire un conflitto in questo Paese - ha detto - il governo sta rifiutando il confronto con i lavoratori che non hanno altri strumenti democratici per esprimere il loro dissenso». A chi accusa la Fiom di fomentare lo scontro sociale, Landini risponde che «la benzina sul fuoco la getta chi accetta le proposte di Confindustria, chi nega i diritti, chi si incaponisce a non parlare con i sindacati».

"NON MI CHIAMO MATTEO RENZI" - «Non sono io, Maurizio Landini, a non rispettare» il ruolo del Parlamento. «E' il governo che non lo rispetta chiedendo di votare una delega in bianco sulla riforma del lavoro: nessun altro esecutivo era arrivato a tanto». E' quanto ha affermato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, in un'intervista a Repubblica. A proposito di una sua eventuale candidatura politica Landini ha risposto: «Io non mi chiamo Matteo e non mi candido. Il mio mestiere è nel sindacato, un sindacato che il governo vorrebbe sminuire e confinare nelle aziende, ma che invece ha un ruolo politico e deve poter dire la sua, sul lavoro e non solo».

IL GOVERNO VIOLA LA COSTITUZIONE - «Chi ha fatto il segretario generale nella Cgil, nel sindacato non può più avere altri incarichi. Io sono segretario della Fiom, la mia strada non è finita", ha aggiunto Landini. «La mia preoccupazione non è per cosa farò io fra tre anni, ma per cosa il governo sta facendo a questo Paese» ha aggiunto Landini. «Siamo in presenza di un governo che chiede una delega in bianco di dubbia costituzionalità e che di fatto esenta il Parlamento del suo ruolo. Un governo che vuole cambiare il lavoro senza discuterne con le organizzazioni sindacali che rappresentano milioni di lavoratori, e senza tener conto di chi ha scioperato. Un governo che non è stato eletto dal popolo su questo programma, e un partito di maggioranza che non ha ancora capito che chi lo ha votato ora è contro di lui».