5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
La CISL denuncia il bonus di Renzi

Gli 80 euro se ne vanno in Iva, Irpef e accise

La crisi e l'aumento del fisco riducono i redditi, i consumi e i risparmi. Unico sollievo, lo scorso anno, la riduzione dell'Irpef

ROMA - Il bonus da 80 euro è stato azzerato dall'aumento di Iva, accise e addizionali Irpef. A calcolarlo è una ricerca Cisl e Caf Cisl. «Il bonus ha determinato una redistribuzione a favore delle famiglie dei lavoratori dipendenti a scapito di pensionati, lavoratori autonomi e, in generale, dei contribuenti a bassissimo reddito. Hanno beneficiato in qualche modo di questa misura ben 8,6 milioni di famiglie italiane, un terzo del totale, per un importo medio di 683 euro». In un orizzonte di medio termine (2010-14) il bonus e gli aumenti di detrazioni per familiari e per lavoro dipendente (oltre alle agevolazioni per ristrutturazioni e risparmio energetico) intervenuti dal 2010 «sono stati, nel complesso delle famiglie, più che compensati dall'aumento di Iva, accise e addizionali Irpef. Solo le famiglie dei lavoratori dipendenti conservano, in media, un piccolo beneficio».

CRISI HA RIDOTTO I REDDITI - Tra il 2006 e il 2012, la ricchezza media netta in termini reali delle famiglie è diminuita del 9%, il risparmio annuale del 38%. E' quanto emerge da una ricerca della Cisl e dei Caf Cisl sulle dichiarazioni dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati. «La crisi e la crescente pressione fiscale riducono redditi, consumi e risparmi delle famiglie», osserva il sindacato. A fronte di una persistente crisi economica, associata a una crescente pressione fiscale, l'insieme delle famiglie ha reagito in parte contraendo i consumi e in altra parte utilizzando i risparmi oppure indebitandosi. Il quadro di medio periodo (2010-13) resta caratterizzato da una recessione intensa per quanto riguarda redditi e consumi. Il reddito complessivo in termini reali è diminuito del 4,19% (alla crescita del 3,01% in termini nominali va sottratto l'aumento dell'inflazione del 7,20% nel periodo considerato). Ancora più forte è stata la contrazione in termini reali del reddito disponibile (-4,7%) e dei consumi (-11%, di cui -3,7% nel 2013). E' soprattutto quest'ultima grandezza (il reddito disponibile), infatti, che "ci segnala qual è la parte del reddito percepita nel periodo considerato che rimane a disposizione delle decisioni di spesa o di risparmio dopo aver pagato le imposte".

POSITIVA RIDUZIONE IRPEF NE 2013 - Irpef 2013 meno pesante, rispetto al passato, per lavoratori dipendenti e pensionati. La riduzione dell'imposta mediamente pagata da queste categorie è stata del 2%, pari a circa 77 euro. E' quanto emerge da una ricerca della Cisl su dati dei Caf Cisl. Per dipendenti e pensionati, la riduzione dell'imposta, «a fronte di un aumento del reddito complessivo, è un fenomeno che si verifica per la prima volta nel periodo successivo alla crisi del 2008-2009». Con una inflazione al 1,2%, la riduzione dell'imposta «ha permesso di contenere la diminuzione del valore reale del reddito disponibile». Lo scorso anno, a fronte di una modesta crescita del reddito (+0,46%), la lieve riduzione dell'imposta (-2,01%) ha permesso di compensare in buona parte gli effetti dell'inflazione (1,2%) sui redditi reali netti contenendone la riduzione allo 0,23%. Nel medio periodo (2010-13), il quadro complessivo resta caratterizzato da una modesta crescita dei redditi nominali (3,01%) e da una significativa contrazione dei redditi (-4,19) e dei consumi (-11,03%) in termini reali. Nel 2013, seppure nel permanere di un quadro di crescita molto limitata dei redditi nominali e di una riduzione di quelli reali (-0,74%), si è verificata una riduzione del peso dell'Irpef, di modo che il reddito nominale disponibile è cresciuto (0,97%) più del reddito complessivo (0,46%).

VARIE LE DETRAZIONI - Tra le voci che subiscono le variazioni più consistenti, determinando la riduzione dell'imposta netta nel 2013, figurano le detrazioni per familiari a carico, usufruite in particolar modo dai lavoratori dipendenti , che crescono «sia per effetto delle modifiche legislative relative alle detrazioni per figli, sia per l'aumento della platea dei beneficiari». In particolare, l'incremento registrato in alcune regioni meridionali (Calabria e Campania) è imputabile «non tanto all'aumento dei tassi di natalità, quanto al crescere del numero di persone fiscalmente a carico». Tra le altre voci anche «gli oneri detraibili al 19%, che continuano a ridurre in maniera importante l'imposta lorda, seppure ridotti a seguito delle modifiche legislative che hanno riguardato le spese per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni». Il dimezzamento del tetto di spesa detraibile, da 1.290,11 euro a 630 euro, ha comportato una forte contrazione della detrazione massima, da 245 euro a 120 euro. Infine le detrazioni per recupero edilizio sono state innalzate al 50% della spesa per tutto il 2013, a differenza del 2012 in cui questa quota era riservata solo alle spese effettuate nella seconda metà dell'anno (nella prima metà vigeva il 36%). Detrazioni per recupero del patrimonio edilizio e per risparmio energetico, negli anni scorsi particolarmente diffuse al Nord, iniziano a diffondersi anche nel resto del Paese. In particolare, in Sardegna e Basilicata, beneficiari di queste agevolazioni sono cresciuti del 50%i n appena quattro anni.

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