14 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
Nasce il segno unico distintivo

Martina: faremo guerra alle contraffazioni alimentari

L'Italia è l'unico paese insieme alla Germania che ha aumentato nel corso dell'anno le sue esportazioni, in particolare nel settore meccanico e metallurgico. Ma a luglio è arrivata una gelata: un trend negativo, che Assocamerestero auspica di superare grazie alla svalutazione dell'euro.

ROMA - Preoccupa la recente performance dei prodotti italiani sui mercati internazionali: nel mese di luglio, le esportazioni subiscono una riduzione del 2,5% a livello complessivo, mentre per i Paesi al di fuori dell'Ue a 27, che fino ad oggi hanno dato il contributo maggiore all'export, il calo è pari al 2,6%. A sottolinearlo è Assocamerestero.

TREND NEGATIVO NEL MESE DI LUGLIO - «Il dato negativo del mese di luglio - ha spiegato il segretario generale di Assocamerestero, Gaetano Fausto Esposito - si spiega, da un lato, con la crisi economica e, in alcuni casi, politica che stanno attraversando alcuni tra i nostri principali partner extra-Ue, dall'altro, con il fatto che il periodo in questione coincide con la fase di massimo apprezzamento dell'euro sul dollaro (pari ad 1,36), fattore, questo, di freno delle nostre vendite sui mercati al di fuori dell'Unione Europea. Non resta che verificare se, nel medio periodo, l'attuale indebolimento della moneta unica potrà fungere da traino per la ripresa dell'export su questi mercati».

CONTRO LE CONTRAFFAZIONI UNA NUOVA ARMA - Il «segno unico distintivo» agroalimentare «sarà un segno distintivo pubblico che non mira in alcun modo a sostituirsi a marchi di singoli prodotti ma intende esaltarli nel rispetto delle diversità di ciascuno». E' quanto ha chiarito il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, rispondendo al question time alla Camera. «Il tema - ha sottolineato il ministro - è di straordinaria rilevanza per la valorizzazione dei prodotti italiani nei mercati internazionali. L'obiettivo del segno distintivo - ha sottolineato - sarà quindi quello di valorizzare la distintività dei prodotti italiani creando nei paesi esteri un'immagine coordinata delle caratteristiche peculiari dei prodotti italiani.

FALSE PRODUZIONI ITALIANE NEL MONDO - «Questa esigenza - ha proseguito Martina - nasce dall'accurata analisi del sistema agroalimentare italiano e del suo posizionamento sui mercati internazionali perchè nonostante la grande potenzialità di crescita della domanda dei prodotti italiani, a causa dell'eccessiva frammentazione che caratterizza questo sistema, ha visto fortemente limitate le proprie attività di export. Questa debolezza - ha spiegato Martina - non ha consentito ancora un'adeguata penetrazione dei prodotti italiani sui mercati esteri nonostante i grandissimi livelli di eccellenza che li caratterizzano. Nel contempo questa debolezza ha permesso invece in questi mercati, a fronte della elevata domanda di prodotti Made in Italy, una penetrazione di prodotti di falsa produzione italiana, le nostre imitazioni».

EXPO 2015 SARÀ UNA SVOLTA PER L'ITALIA - Martina ha quindi spiegato che «la tutela dei marchi al di fuori dei confini Ue è straordinariamente complessa. I risultati sono tutti legati alla capacità delle imprese di difendere i loro marchi e le loro produzioni e a un Paese di farsi riconoscere per intero». Secondo il ministro «appare essenziale prevedere azioni che supportino i consorzi e le imprese impegnate nella tutela dei propri marchi e proprie produzioni con operazioni coordinate. Il salto di qualità sta proprio qui - ha concluso - lavorare con i marchi di produzione di qualità con un'operazione coordinata, cosa che probabilmente in passato non si è riusciti a fare per mille ragioni e che con Expo Milano 2015 possiamo provare a sperimentare».

BENE MECCANICO E METALLURGICO - Nonostante i risultati di luglio, nei primi sette mesi dell'anno, l'Italia è l'unico Paese, tra i principali esportatori europei, che, insieme alla Germania, incrementa le sue esportazioni (+1,3%, per un valore complessivo di 231 miliardi di euro). Riguardo le destinazioni dell'export, preoccupa il dato di alcuni mercati di prossimità per le aziende italiane, quali Svizzera (-11,6%), Russia (-8,5%) e Turchia (-7,3%), che da soli fanno il 10,6% del nostro export. In crescita, invece, le esportazioni in Cina, attualmente terzo partner commerciale dell'Italia in ambito extra-Ue (+7,9%). Tra i settori, i comparti meccanico e metallurgico - con un surplus dei conti con l'estero di 35,1 miliardi di euro - spingono in attivo il saldo Made in Italy, dando un contributo complessivo che sfiora il 70%.