22 gennaio 2022
Aggiornato 07:00
Il premier attacca i dissidenti Pd

Sul lavoro la vecchia sinistra difende l'ingiustizia

Renzi difende la sua riforma dagli attacchi della Cgil, ma intanto anche Forza Italia lo accusa di superficialità: "Il presidente del Consiglio ride del modello di lavoro spagnolo, ma dimostra di sapere ben poco di ciò di cui parla", lo rimprovera Osvaldo Napoli di Fi.

ROMA - Il premier, parlando alla Camera, ha spiegato: «Questo è un mondo del lavoro basato sull'apartheid: personalmente dico a quella parte di sinistra più dura, rispetto alla necessità di cambiare le regole del gioco sul lavoro, che per come la interpreto io la sinistra è combattere l'ingiustizia, non difenderla. E dico però contemporaneamente a chi oggi dà poteri taumaturgici alla riforma del mercato del lavoro che per recuperare posti di lavoro occorre una politica industriale». Renzi chiede «regole chiare che impediscano le diversità tra il tribunale del lavoro di Prato e quello di Arezzo: guardate i numeri e capite che il tema del reintegro o non reintegro dipende dalla conformazione geografica e non dalla fattispecie giuridica».

BELLANOVA: DOMANI INCONTRO SUL JOBS ACT - «Faremo un incontro maggioranza-governo domani", probabilmente «prima dei lavori della commissione.» A riferirlo è il sottosegretario al welfare, Teresa Bellanova.«Sulla base di questo incontro il governo deciderà i contenuti dell'emendamento", ha detto Bellanova. «Vogliamo ridefinire meglio il contratto a tutele crescenti», ha spiegato ancora, ricordando che la delega prevede che «eventualmente» ci possa essere una sperimentazione e che quell'«eventualmente» può essere cancellato dal testo: «il contratto a tutele crescenti - ha detto - è uno strumento importante per l'ingresso». Per ora il governo non intende cancellare l'articolo 18 ma rivedere parti dello Statuto dei lavoratori. Così il sottosegretario al Welfare, Teresa Bellanova, uscendo dai lavori della commissione Lavoro del Senato sulla delega sul lavoro, è tornata sull'argomento.«In questo momento - ha detto Bellanova - non c'è da parte del governo l'idea di cancellare l'articolo 18, c'è l'idea di lavorare per riscrivere parti dello Statuto dei lavoratori, il che non significa cancellare un articolo specifico né sono state già definite le modifiche».

NAPOLI (Fi): AVANTI COL MODELLO SPAGNOLO - «Al premier Matteo Renzi scappa da ridere quando gli viene consigliato il modello della Spagna per la riforma del lavoro, per la semplice ragione che non lo conosce oppure non gli è stato spiegato bene»: dichiara in una nota Osvaldo Napoli, esponente di Forza Italia. "La riforma votata a fine febbraio dalle Cortes ha introdotto - osserva - la cosiddetta flat tax, vale a dire una tassazione leggera sul reddito lordo percepito dal lavoratore. Renzi distorce quel modello quando sostiene che taglia il reddito dei lavoratori. E' falso. La flat tax di Mariano Rajoy taglia, è vero, ma taglia il prelievo sanguisuga dello Stato. L'esempio concreto è questo: un lavoratore assunto con la riforma, percepisce un minimo di 1000 euro netti in busta paga mentre il datore di lavoro - sottolinea Napoli - contribuisce per 1.250 euro lordi. Per la stessa cifra di 1000 euro netti, un imprenditore italiano deve contribuire con 1950 euro lordi. E' evidente che la 'mano morta' dello Stato in Italia uccide il concetto d'impresa».

IN ITALIA LA DISOCCUPAZIONE SALIRA' - Poi aggiunge: "Quanto alla disoccupazione doppia della Spagna, Renzi ha perfettamente ragione. Ma - prosegue - lanci un occhio alle statistiche precedenti all'arrivo del governo Rajoy per capire la disoccupazione alta e veda la rapidità con cui quella disoccupazione sta scendendo dopo la riforma del lavoro. Se Renzi chiede al ministro Padoan, gli spiegherà che in economia conta non quello che oggi è, ma la tendenza di un movimento. In Italia la disoccupazione è destinata a crescere, in Spagna invece a scendere. La Spagna crescerà dell'1,4% nel 2014, l'Italia arretrerà dello 0,4%. Sono fatti - conclude Napoli - che dovrebbero spegnere il sorriso al premier e renderlo un attimo più pensoso».

FASSINA: RENZI PROPONE LAVORATORI DI SERIE C - La riforma del lavoro ribadita oggi da Matteo Renzi in aula alla Camera non piace a Stefano Fassina. Il deputato democratico attacca il premier su twitter: «Renzi, come Monti e la destra, utilizza il termine apartheid per scaricare su padri sfigati il dramma del lavoro di figli ancora più sfigati». Secondo Fassina «Renzi dice no a diritto del lavoro di serie A e B. Propone tutte lavoratrici e lavoratori in serie C».

AIRAUDO (SEL): IL REINTEGRO NON SI TOGLIE - «Renzi e il governo ci dicano chi sono, quanto investono e occupano in Italia i compratori delle aziende in crisi. L'ingiustizia si combatte estendendo e creando nuovi diritti per il lavoro, non togliendo il reintegro».Lo scrive il responsabile nazionale lavoro di Sel, Giorgio Airaudo, su Twitter. «La riduzione di salario e la svalutazione del lavoro si sta già facendo con la precarietà e il blocco dei contratti», ha aggiunto.