25 gennaio 2021
Aggiornato 02:30
Automotive

Blitz di Marchionne in Maserati

L’ad di Fiat Chrysler è piombato in fabbrica proveniente dagli Stati Uniti, ha incontrato i dipendenti e sbloccato il trasferimento di 500 cassintegrati di Mirafiori, ha fatto un salto al Lingotto e nel pomeriggio è ripartito per Detroit. Dopo le polemiche dei giorni scorsi Marchionne ha voluto toccare con mano la situazione nello stabilimento dove il gruppo ha investito un miliardo per prod

TORINO - Cinquecento operai di Mirafiori passeranno a lavorare dal 1 settembre alla Maserati di Grugliasco, come era stato deciso in un primo momento. Lo si apprende da fonti sindacali. La nuova decisione di Fiat è arrivata oggi, dopo una visita a sorpresa dell'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, alla Maserati di Grugliasco.
Giunto dagli Stati Uniti l'a.d. ha fatto un blitz inaspettato allo stabilimento alle porte di Torino, dove ha tenuto una riunione con i team leader, il direttore dell'impianto e le Rsa firmatarie del contratto aziendale. Poi la decisione di dar corso all'accordo, sospeso dopo lo sciopero Fiom della scorsa settimana, di integrare a Grugliasco 500 lavoratori di Mirafiori.

Chiarle (Fim): importante sbloccare 12 turni
«Non ho mai creduto al fatto che l'azienda bloccasse lo stabilimento Maserati e sinceramente pensavo che l'azienda ci mettesse un po' più di tempo per uscire dal vicolo cieco in cui si era 'cacciata', d'altra parte poteva farlo solo chi aveva preso la decisione". Così Claudio Chiarle, segretario torinese della Fim-Cisl, sostenendo che ormai e' risolto il problema ferie alla Maserati. Alla Fim "interessano i fatti concreti, noi, come Sindacato firmatario del Ccsl chiediamo che si affrontino i problemi dei lavoratori della Maserati di Grugliasco, le ferie, i problemi organizzativi e gestionali sulle linee produttive, il trasferimento dei 500 da Mirafiori», ha precisato il sindacalista.
«Per noi e' importante si sia capito che bloccare i trasferimenti da Mirafiori e la turnistica a dodici turni era una scelta che non rispecchiava il 'vero' Marchionne, stratega finanziario e industriale ma forse troppo 'latino' nelle relazioni sindacali» ha proseguito Chiarle, rivendicando un ruolo delle Rsa Fim «da protagoniste» nell'«illustrare a Marchionne la situazione aziendale».
Ora però la Fim chiede un «quadro chiaro» sul futuro di Mirafiori e Cassino. «Le parti debbano subito incontrarsi per avere da FCA il quadro chiaro su Mirafiori, con i modelli Maserati e Alfa; e Cassino per quanto riguarda il 'piano Giorgio' su Alfa» e' la richiesta avanzata da Chiarle, perché «sulla base di un piano di investimenti completo si può pensare di chiudere anche il Ccsl ragionando in prospettiva di regole, salario legato alla produttività per obiettivi e in questo senso la disputa ormai 'per pochi intimi' su 250 o 260 euro di Una Tantum e' secondaria».
«Primario e' invece dare una risposta occupazionale ai cassaintegrati e obiettivi salariali ai tanti lavoratori, tantissimi a Torino, che oggi lavorano, producono e danno margini di profitto all'azienda che vanno anche redistribuiti» ha concluso Chiarle.

Di Maulo (Fismic): Si tratti sui contratti
«La riconferma avvenuta oggi nello stabilimento di Grugliasco, fatta dall'a.d. Marchionne del passaggio a 12 turni, e dell'avvio immediato di 500 lavoratori da Mirafiori a Grugliasco, rappresenta una prima vittoria del buonsenso come noi auspichiamo da una settimana». Così Roberto Di Maulo, leader della Fismic, a proposito del blitz di Marchionne allo stabilimento Maserati di Grugliasco (Torino), dopo il quale l'azienda ha ripristinato i 12 turni lavorativi decisi nell'impianto.
«Bisogna abbattere i comportamenti estremi e ritornare a quello spirito partecipativo che contraddistingue le relazioni tra Fiat ed organizzazioni sindacali ormai da 4 anni. Pertanto ora ci attendiamo il secondo passaggio: la conclusione del Ccsl» ha proseguito Di Maulo.
«Abbiamo richiesto all'azienda di concludere in tempi brevi il negoziato, ed auspichiamo che questo avvenga entro pochi giorni, per dare serenità ai lavoratori italiani della Fiat, che hanno finalmente l'occasione di uscire dal tunnel della cassa integrazione» ha concluso Di Maulo.

Bellono (Fiom): Marchionne doveva incontrare anche noi
«Se, come pare, Marchionne e' stato a Grugliasco anche per rendersi conto di persona della situazione, bene avrebbe fatto a incontrare anche i delegati della Fiom-Cgil, tanto più se lo sciopero di un'ora da loro indetto una settimana fa e' stato una delle pietre dello scandalo». Così il segretario della Fiom torinese, Federico Bellono, commentando la visita a sorpresa dell'a.d. di Fiat-Chrysler allo stabilimento Maserati di Grugliasco (Torino).
«Il fatto che l'amministratore delegato della Fiat smentisca se stesso a distanza di pochi giorni non ci stupisce - ha proseguito l'esponente torinese della Fiom - dato che avevamo ritenuto fin dall'inizio poco credibile la ritorsione annunciata da Fiat di sospendere il trasferimento dei 500 lavoratori in cassa integrazione da Mirafiori a Grugliasco: in questo caso non era in ballo l'eventualità di fare o non fare un investimento ma la necessità di rispondere alle richieste del mercato, a cui l'azienda avrebbe dovuto comunque fare fronte».
«E non era pensabile che questo non avvenisse solo per polemica nei confronti di un'iniziativa sindacale» ha concluso Bellono.