2 giugno 2020
Aggiornato 13:30
Turismo

«Sui temi del turismo non va tutto nella giusta direzione»

Il Presidente della FIPE, Lino Stoppani. «È positivo che finalmente siano state previste incentivazioni per favorire investimenti sul recupero dei beni artistici e per migliorare le strutture ricettive; peccato però essersi dimenticati di un settore importante e strategico, come quello della ristorazione».

ROMA - L'Italia che cambia verso «sui temi del turismo non va del tutto nella giusta direzione». Lo sottolinea in una nota il presidente della Fipe, Lino Stoppani. «È positivo che finalmente - aggiunge Stoppani - siano state previste incentivazioni per favorire investimenti sul recupero dei beni artistici e per migliorare le strutture ricettive; peccato però essersi dimenticati di un settore importante e strategico, come quello della ristorazione, che costituisce elemento essenziale dell'offerta turistica, secondo motivo, dopo le ricchezze artistiche, che incide sulla scelta dell'Italia quale destinazione da parte dei turisti stranieri e primo motivo per il quale Vi ritornano, perno di Expo 2015».

Evidente contraddizione - Il testo governativo prevede, fra le varie agevolazioni, anche la concessione di crediti di imposta sia per le spese sostenute nel settore ricettivo per la digitalizzazione, sia per quelle sostenute dagli alberghi per la ristrutturazione degli immobili e la riqualificazione energetica. Secondo Fipe, «non estendere questi benefici anche ai pubblici esercizi significa mettere un limite al rilancio dell'economia del Turismo e costituisce grave errore strategico». «Ci dispiace registrare - continua Stoppani - una evidente contraddizione e ingiustizia tra chi effettua somministrazione all'interno di una struttura ricettiva, che potrà beneficiare del doppio credito d'imposta del 30% previsto per gli investimenti, rispetto a chi esercita la stessa attività in un tradizionale pubblico esercizio».

Franceschini: credito d'imposta del 30% per ristrutturazioni alberghi - Arriva un credito di imposta del 30% per le imprese alberghiere che decideranno di investire per rinnovare le loro strutture. Lo prevede il dl cultura approvato dal Consiglio dei ministri. Il ministro dei Beni Culturali e del turismo Dario Franceschini ha spiegato infatti che «abbiamo punti di eccellenza ma abbiamo ancora arretratezze» nell'offerta di strutture turistiche. Da qui la decisione di introdurre per decreto un credito di imposta del 30% per gli interventi di ristrutturazioni del patrimonio alberghiero al quale si aggiunge l'incentivo alla digitalizzazione delle imprese turistiche: incentivi che, ha chiarito Franceschini, sono «cumulabili».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal