3 marzo 2024
Aggiornato 04:00
Vaticano

Lo IOR è importante per «il bene della Chiesa cattolica, della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano»

Papa Francesco ha deciso di non abolire l'Istituto per le opere di religione, che non cambia missione. Prosegue invece il percorso di riforma che mira a raggiungere canoni di trasparenza, supervisione e informazione finanziaria in linea con le best practise regolamentari internazionali

CITTÀ DEL VATICANO – Papa Francesco non ha abolito lo Ior. Il Santo Padre aveva annunciato tre ipotesi: la trasformazione in una banca etica, una nuova trasparenza con la conferma dell'attuale attività, o la chiusura. Bergoglio ha infatti approvato la proposta sul futuro dell'Istituto scegliendo la via della riforma ma non della soppressione. L'Istituto per le opere di religione è importante per «il bene della Chiesa cattolica, della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano», si legge in un comunicato diffuso dalla sala stampa vaticana.

L'Istituto, dunque, «continuerà a servire con attenzione e a fornire servizi finanziari specializzati alla Chiesa cattolica in tutto il mondo». Tra le attività, anche quella di «assistere il Santo Padre nella sua missione di pastore universale» e di supportare «istituzioni e individui che collaborano con lui nel suo ministero». Le attività dello Ior continueranno a rientrare sotto la supervisione dell'Autorità di Informazione Finanziaria, autorità competente nell'ambito della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. La missione dello Ior quindi resterà immutata. Ma prosegue sul percorso di riforma che mira a raggiungere canoni di trasparenza, supervisione e informazione finanziaria in linea con le best practise regolamentari internazionali.