28 settembre 2022
Aggiornato 12:30
Confindustria

Con caduta di Letta il Pil scenderà al -1,8% nel 2013 e al -0,7% nel 2014

Il centro studi di Viale dell'Astronomia: «L'incertezza sulle sorti del governo colpisce l'economia italiana in una fase molto delicata: quando si registrano le prime deboli conferme della fine della lunga e profonda recessione»

ROMA - Una caduta del governo peggiorerebbe nettamente lo scenario economico dell'Italia, secondo il centro studi Confindustria (Csc). Il Pil sarebbe pari a -1,8 per cento nel 2013 e -0,3 per cento nel 2014, contro il -1,6 per cento e il +0,7 per cento previsti meno di un mese fa. Anche nel 2015 si avrebbe un effetto negativo sul Pil pari a -0,9 per cento.

ORA PRIME DEBOLI CONFERME FINE RECESSIONE - «L'incertezza sulle sorti del governo colpisce l'economia italiana in una fase molto delicata: quando si registrano le prime deboli conferme della fine della lunga e profonda recessione», ha osservato Confindustria che ha ricordato come la società e il sistema produttivo, le famiglie e le imprese italiane stiano ancora pagando il conto salatissimo della più grave crisi dall'Unità del Paese: -8,9 per cento il Pil, -1,7 milioni le unità di lavoro, -7,6 per cento i consumi, -27,1 per cento gli investimenti.

POLITICA INCONCLUDENTE PRIMA E DURANTE CRISI - «Stiamo uscendo dalla recessione, ma rimaniamo dentro le conseguenze della crisi globale. Una crisi che è stata resa più pesante per l'Italia proprio dall'inconcludenza della politica nel realizzare rapidamente - hanno sottolineato gli industriali - le riforme necessarie. Inconcludenza prima della crisi e durante la crisi stessa. Oggi gli interessi della politica rischiano di aumentare ulteriormente questo gravissimo peso: gelando sul nascere il lento recupero dell'economia. Mentre bisognerebbe fare di tutto per consolidarlo e accelerarlo».

NUOVE ELEZIONI INCONCLUDENTI - Anche perché, una nuova contesa elettorale «sarebbe sterile», non portando al formarsi di una maggioranza parlamentare più solida e coesa (data l'attuale legge elettorale o quella che si avrebbe se questa fosse dichiarata incostituzionale): «l'incertezza politica permarrebbe anche dopo l'eventuale ricorso alle urne e i suoi impatti economici non sarebbero recuperati attraverso il ritorno della fiducia».

SALE SPREAD, SCENDONO CONSUMI E INVESTIMENTI - Le simulazioni del centro studi di Confindustria si basano sulla riproduzione delle condizioni già osservate tra la fine del 2012 e la prima metà del 2013 a causa della maggiore incertezza politica: allargamento dello spread per 100 punti base (gennaio-maggio 2013), calo della propensione al consumo (dal terzo trimestre 2012 al secondo 2013) e minore propensione a investire (congelamento del rapporto investimenti/Pil ai bassi livelli attuali). L'aumento dei tassi sui titoli pubblici produrrebbe un aggravamento delle condizioni del credito bancario.

ITALIA MIGLIORI CONTI DI UE - Il Csc ha comunque ribadito che il quadro attuale è molto diverso rispetto a quello che si osservò nell'estate e nell'autunno del 2011: «Ora i conti pubblici sono in ordine. Il deficit/Pil sta rispettando i limiti europei e l'Italia è uscita dalla procedura di infrazione. L'avanzo primario è del 2,4 per cento del Pil (4,9% in termini strutturali). Sono conti pubblici tra i migliori all'interno dell'Eurozona. Conti conquistati dagli italiani con grandi sacrifici e grazie agli obiettivi fissati e alle misure adottate dagli ultimi tre esecutivi». Il prolungamento della recessione metterebbe in forse queste conquiste, pur non compromettendole».