16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Fisco | IMU

IMU, la prima rata sarà cancellata

Il sottosegretario all'Economia, Pierpaolo Baretta, intervenuto a Radio anch'io ha detto: «Sarebbe assurdo aver concesso agli italiani di non pagare la parte di giugno e chiederle di versarla a settembre, è un impegno serio che il governo si è preso. La copertura sarà un mix di soluzioni che stiamo definendo, è giusto che la scelta venga fatta con le forze politiche di maggioranza»

ROMA - Le risorse per la cancellazione della prima rata dell'Imu, che costerebbe circa 2,4 miliardi di euro, saranno trovate da un mix di soluzioni che il Governo sta definendo, tagli alla spesa in primis ma non sono esclusi ritocchi alle accise. Lo ha spiegato il sottosegretario all'Economia, Pierpaolo Baretta, intervenendo a Radio anch'io.

IMPEGNO SERIO DEL GOVERNO - «Le confermo che sarebbe assurdo aver concesso agli italiani di non pagare la rata di giugno e chiederle di pagarla a settembre, è un impegno serio che il governo si è preso - ha affermato Baretta - La copertura sarà un mix di soluzioni che stiamo definendo, è giusto che la scelta venga fatta con le forze politiche di maggioranza». Poi il sottosegretario ha aggiunto: «Bisogna aprire il capitolo dei tagli alla spesa, quindi spending review». Baretta ha quindi specificato: «Siamo intenzionati, determinati, a mettere a disposizione almeno 2 miliardi ai Comuni per rendere evidente che il risultato finale sarà una riduzione del peso fiscale sui cittadini. Non è possibile che la somma della ex Imu, della Tares, dia lo stesso risultato di tasse da pagare, altrimenti è una presa in giro. Il risultato finale sarà sicuramente una riduzione importante».
Alla domanda se ci saranno anche interventi sulle accise, Baretta ha risposto: «Il meno possibile, perché gli interventi sulle accise sono i più fastidiosi, saranno comunque interventi una tantum».

UTILE RINVIO AUMENTO IVA - Il sottosegretario quindi è andato più nello specifico, aggiungendo che «la decisione non è stata ancora formalizzata ma credo che sarebbe utile un ulteriore rinvio dell'aumento dell'Iva, evitando lo scatto al 22 per cento da ottobre».
Baretta ha spiegato che: «E' possibile che se ne parli già nel Consiglio dei ministri del 28 agosto però una decisione non è stata ancora formalizzata. Sarebbe utile che ci fosse un ulteriore rinvio e che non scattasse il primo ottobre l'aumento di un punto perché impatta sui consumi, però va messo tutto sul tavolo e affrontato con molto senso di responsabilità e chiarezza». Il rinvio costerebbe 1 miliardo, ha continuato Baretta, ma «poi a gennaio il problema si ripresenterebbe» quindi «è opportuno che nella legge di stabilità ci siano decisioni strutturali» in materia fiscale, il rinvio dell'Iva «deve rientrare in un discorso più complessivo».