28 settembre 2022
Aggiornato 11:00
Incubo terza ricaduta in recessione

Crolla la produzione industriale inglese

Sconfessate le tesi sulla monetizzazione del debito e i tagli alla spesa pubblica. La Gran Bretagna, guidata dal Governo conservatore del Premier David Cameron, ha tagliato la spesa pubblica a colpi di scure e al tempo stesso ha sostenuto gli aggregati di domanda di titoli pubblici, grazie alla Bank of England che ha «stampato» montagne di sterline

LONDRA - Un inatteso crollo della produzione industriale in Gran Bretagna ha nuovamente affossato la sterlina, scesa a nuovi minimi da 2 anni e mezzo sul dollaro e a minimi da un anno e mezzo sull'euro. E l'apparente ricaduta in recessione del Regno diventa una stridente sconfessione delle tesi (in voga tra i critici dell'euro) secondo le quali i problemi attuali delle economie avanzate si potrebbero facilmente risolvere monetizzando il debito, cosa che la Banca d'Inghilterra ha ampiamente fatto, ma anche dei sostenitori dell'austerità di bilancio basata su tagli alla spesa (fazione spesso opposta a quella degli euroscettici).

LA STERLINA VALE SEMPRE MENO - La Gran Bretagna, guidata dal governo conservatore del premier David Cameron, ha tagliato la spesa pubblica a colpi di scure e al tempo stesso ha sostenuto gli aggregati di domanda di titoli pubblici, grazie alla Bank of England che ha «stampato» montagne di sterline. Eppure si ritrova in recessione in compagnia di tutti quei paesi dell'area, come Italia, Spagna e Francia, euro che non possono monetizzare i debiti e che hanno basato i piani di risanamento essenzialmente su aumenti delle tasse.
Intanto la sterlina vale sempre meno sul mercato dei cambi: ieri ha toccato un minimo di 1,4831 dollari, il valore più basso dal maggio del 2012, e di 1,1371 euro, livello più basso dall'ottobre 2011. E se da un lato questo può aiutare l'export, dall'altro non fa certo piacere agli investitori internazionali che abbiano acquistato titoli pubblici Gb, e comunque espone maggiormente il Paese ai rincari delle materie prime importate.

TRIPLA RICADUTA IN RECESSIONE - A gennaio la produzione industriale dell'isola è crollata dell'1,2 per cento rispetto al mese precedente e del 2,9 per cento nel confronto su base annua. La produzione del manifatturiero è calata dell'1,5 per cento rispetto a dicembre e del 3 per cento su base annua. A rendere anche più duro il colpo ha contribuito il fatto che in media gli analisti si attendevano aumenti, per quanto lievi. Il tutto ingigantisce lo spettro di quello che gli economisti hanno battezzato come il rischio di «una tripla ricaduta in recessione» (Triple dip) del Regno, che già per due volte è scivolato in contrazione dalla crisi iniziata nel 2007-2008. I dati sull'industria erano una delle ultime speranze che si potesse evitare questo scenario.