29 novembre 2022
Aggiornato 19:00
Centro studi di Confindustria

Prosegue il calo della produzione industriale

Dopo il calo registrato a gennaio (-0,8%) e dicembre (-1%) a febbraio la produzione industriale diminuisce ancora dello 0,3% pur inglobando solo in minima parte gli effetti del conflitto Russia-Ucraina

Prosegue il calo della produzione industriale
Prosegue il calo della produzione industriale Foto: ANSA

Dopo il calo registrato a gennaio (-0,8%) e dicembre (-1%) a febbraio la produzione industriale diminuisce ancora dello 0,3% pur inglobando solo in minima parte gli effetti del conflitto Russia-Ucraina, che sta accrescendo le difficoltà di approvvigionamento delle imprese e spingendo ulteriormente al rialzo i prezzi di materie prime ed energia. E' quanto rileva il centro studi di Confindustria (Csc) nella consueta indagine rapida.

Le indagini sulla fiducia delle imprese manifatturiere evidenziano un rallentamento nei primi due mesi dell'anno, trainato prevalentemente da attese pessimistiche sulle prospettive economiche già prima dello scoppio del conflitto bellico. Nel primo trimestre la variazione acquisita sarebbe di -1% (da +0,5% nel quarto trimestre 2021 e +1% nel terzo). Gli ordini in volume sono previsti in aumento mensile dello 0,3% a gennaio e dello 0,1% a febbraio.

Preoccupa l'aumento dei prezzi delle materie prime

L'impatto del caro energia sull'attività economica, spiega il Csc, aveva già causato un forte rallentamento produttivo dell'industria. L'indice elaborato dall'Istat a dicembre è diminuito dell'1% rispetto al mese precedente. A febbraio il Pmi della manifattura si è confermato su un valore invariato rispetto a quello di gennaio (58,3 punti), il più basso da febbraio 2021. Secondo l'indagine di Ihs-Markit emergono rilevanti preoccupazioni degli imprenditori in merito alle difficoltà sulle condizioni operative e all'aumento dei prezzi di acquisto delle materie prime, che hanno continuato a influenzare le aspettative delle aziende.

Al tempo stesso, aggiunge il centro studi di Confindustria, la fiducia delle imprese manifatturiere si è contratta (113,7 da 114,9). Questa dinamica riflette la difficoltà delle imprese industriali nel fronteggiare il rincaro dell'energia che, nonostante gli interventi governativi messi in campo a sostegno delle imprese per il primo trimestre per far fronte allo choc, comprime i margini delle imprese al punto da rallentare la produzione.

Gli effetti economici del conflitto russo-ucraino, esploso lo scorso 24 febbraio, non trovano ancora pieno riscontro nella dinamica produttiva stimata per febbraio (dati raccolti dal 21 febbraio al primo marzo). Tuttavia, contribuiranno a generare ulteriori squilibri nell'attività industriale dei prossimi mesi peggiorando la scarsità di alcune commodity, rendendo più duraturi gli aumenti dei loro prezzi, oltre ad accrescere l'incertezza rischiando di compromettere così l'evoluzione del Pil nel 2022.

Bombardieri: «Nuovo modello sviluppo o ripresa sarà difficile»

La pandemia e la guerra «pongono a tutti» il tema di realizzare un «nuovo modello di sviluppo, non solo in Italia», ma nell'intera Europa. Lo ha detto il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, concludendo l'iniziativa per celebrare i 72 anni dalla fondazione della confederazione.

«Bisogna mettere in discussione il patto di stabilità - ha proseguito - altrimenti sarà complicato per tutti affrontare il tema della ripresa. E' difficile ma dobbiamo provarci, tutti insieme. Dobbiamo cambiare il futuro del nostro Paese e delle nuove generazioni. Serve una nuova politica sociale in Europa, di attenzione alle persone. Le condizioni economiche sono quelle che condizioneranno quelle della pace».