14 novembre 2019
Aggiornato 16:30
Fiat | Il caso Pomigliano

UILM: La FIAT fermi la mobilità

Palombella: «Oggi, insieme ai sindacati firmatari di accordi con Fiat e del contatto specifico, chiederemo di incontrare l'azienda per bloccare l'avvio delle procedure per la mobilità di 19 addetti dello stabilimento produttivo di Pomigliano d'Arco»

ROMA - «Oggi, insieme ai sindacati firmatari di accordi con Fiat e del contatto specifico, chiederemo di incontrare l'azienda per bloccare l'avvio delle procedure per la mobilità di 19 addetti dello stabilimento produttivo di Pomigliano d'Arco». Lo ha annunciato Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ospite su Radio1Rai. «Ci vogliono 45 giorni per l'espletamento delle procedure di mobilità e nei primi 7 giorni è possibile arrestarle, tenteremo di farlo».
«Siamo contrari - ha continuato il leader della Uilm - a qualsiasi forma di licenziamento, perché danneggerebbe di colpire i lavoratori che stanno lavorando al ciclo produttivo della Panda».

Uilm Campania: Alla Legge si risponde con la Legge - «La mobilità per i 19 lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano non è altro che la conseguenza di chi pensa di fare relazioni sindacali nelle aule di Tribunale. La Fiat risponde alla legge con la legge». Questo il commento di Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania, in merito alla annunciata messa in mobilità per 19 dipendenti dello stabilimento «Gianbattista Vico».
«Noi come Uilm non condivideremo mai i licenziamenti collettivi - ha aggiunto il sindacalista - E' utile che la Fiom ci ripensi perché l'unica strada è quella di condividere l'intesa di Pomigliano e non dividere i lavoratori anche perché c'è una forte contraddizione tra i 19 dirigenti sindacali che, per due anni hanno contrattato l'intesa e che adesso, individualmente, dovranno condividerla con una lettera individuale di assunzione. Sarebbe più logico - ha concluso Sgambati - che la riconoscessero collettivamente».