23 giugno 2024
Aggiornato 03:00
Previdenza | Riforma pensioni

Monti e Fornero firmano Decreto per 65mila esodati

Ma il Governo s'impegna: Decreto non esaurisce la platea. L'esame delle istanze è affidato all'Inps. Damiano (PD): Bene che il Governo dica dl esodati insufficiente. Zipponi (IdV): Clamorosa ingiustizia

ROMA - E' stato firmato dal premier Mario Monti, nella qualità di ministro dell'Economia, dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, il decreto interministeriale a tutela dei lavoratori «salvaguardati». Lo riferisce un comunicato. Il decreto, composto da 8 articoli, si applica a 65mila lavoratori e disciplina le modalità di attuazione del «Salva Italia» del 6 dicembre individuando la ripartizione dei soggetti interessati ai fini della concessione dei benefici.

L'esame delle istanze è affidato all'Inps, sottolinea la nota, e per tre categorie (lavoratori esonerati, genitori di disabili e lavoratori cessati) è prevista una domanda preliminare che sarà esaminata da apposite commissioni costituite presso le direzioni territoriali del Lavoro, che comunicheranno le decisioni assunte all'Inps per via telematica.
Gli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro o dell'inizio del periodo di esonero delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori che intendono avvalersi dei requisiti di accesso. I 65mila sonno suddivisi nelle seguenti categorie: mobilità 25.590; mobilità lunga 3.460; fondi di solidarietà 17.710; prosecutori volontari 10.250; lavoratori esonerati 950; genitori di disabili 150; lavoratori cessati 6.890.

L'impegno: Decreto esodati non esaurisce platea - «Il Governo è consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti, a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali». E' quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi che riferisce della firma del decreto interministeriale (Economia e Welfare) per i 65mila esodati.
«Il Governo - aggiunge la nota - si impegna per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili».

Damiano (PD): Bene che il Governo dica dl esodati insufficiente - E' positivo che il Governo «ammetta» che il decreto per gli esodati è «insufficiente». Lo ha detto il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano: «Apprezziamo quanto dichiarato dal governo in merito al decreto sui cosiddetti lavoratori esodati e cioè che il provvedimento, che riguarda una platea di 65 mila persone, non esaurisce il problema. Per il Partito democratico va trovata in tempi rapidi una soluzione complessiva e raccogliamo in modo positivo la proposta dell'esecutivo di trovare le risorse necessarie».
Damiano ha aggiunto: «Abbiamo già depositato e iniziato a discutere nella Commissione Lavoro della Camera una proposta di legge, sottoscritta da tutti i partiti che sostengono il governo, che affronta questo argomento e da lì si può partire. Già la prossima settimana, continuando l'approfondimento della proposta di legge, verificheremo le reali disponibilità del governo».

Zipponi (IdV): Clamorosa ingiustizia - «La firma al decreto per i 65mila esodati del ministro dell'Economia, Mario Monti, e del ministro del Lavoro 'coccodrillo', Elsa Fornero, che versa l'ennesima lacrima, suona come una dichiarazione clamorosa d'ingiustizia che sfiora l'incostituzionalità». Lo ha affermato in una nota il responsabile lavoro e welfare dell'Italia dei Valori, Maurizio Zipponi.
«Infatti, i lavoratori esodati vengono divisi in due categorie: c'è chi sopravvivrà, potendosi agganciare alla pensione e chi, invece, dovrà soffrire in attesa di una fantomatica soluzione promessa. La nostra Costituzione - ha proseguito - dice che un diritto è tale se è universale. Quando, invece, è concesso solo a qualcuno si tratta di carità o di elargizione. Il governo, quindi, con il decreto firmato si pone sicuramente fuori dal perimetro costituzionale. Quello che consideriamo folle è che ancora non è stato dichiarato il numero di quei lavoratori 'disgraziati' che sono condannati a rimanere in uno stato di angoscia perché privi sia di ammortizzatori che di pensione. Questo esecutivo continua a prendere in giro i lavoratori poiché, spostando la data del pensionamento, ha rotto il patto tra Stato e cittadini che fu siglato in presenza di regole ben determinate. Regole che, oggi, sono state cambiate illegalmente dal Governo».