23 gennaio 2022
Aggiornato 15:00
Politica energetica

Enel risponde a Greenpeace

Enel sta incontrando i rappresentanti di Greenpeace che hanno rappresentato le ragioni della loro contestazione alle scelte produttive del Gruppo

ROMA - Enel sta incontrando i rappresentanti di Greenpeace che hanno rappresentato le ragioni della loro contestazione alle scelte produttive del Gruppo. E' stato fatto loro notare che ancora una volta stanno sbagliando indirizzo. I dati parlano chiaro: nel 2011 il 42% della energia elettrica prodotta da Enel è priva di qualunque tipo di emissioni, compresi i gas effetto serra. Inoltre, Enel è tra i maggiori produttori al mondo di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il 36% della sua capacità produttiva, 35 mila Megawatt su 97 mila totali, è costituita da impianti alimentati con la forza dell'acqua, del vento, del sole e del calore naturale della terra. Una percentuale che ha ben pochi paragoni tra i grandi gruppi dell'energia al mondo.

Ma l'impegno a rendere sempre più efficienti anche le centrali termoelettriche prosegue anno dopo anno. Nel 2010 le emissioni di gas effetto serra delle centrali dell'Enel si sono ridotte rispetto al 2009 in termini assoluti del 4,8% e quelle specifiche, cioè per chilowattora prodotto, del 5,7%

La produzione di energia elettrica da carbone in Italia è ferma al 13% del totale contro una media europeo di più del doppio (27%) con punte del 44% come in Germania. Nel mondo circa la metà dell'energia elettrica è prodotta con questo combustibile.

Le centrali Enel a carbone in Italia sono tra le più efficienti: le emissioni di polveri, ossidi di azoto e anidride solforosa sono meno della metà rispetto alle percentuali fissate a livello europeo a tutela della salute e dell'ambiente. Nella centrale di Brindisi stiamo inoltre sperimentando, tra i primi in Europa, la tecnologia della cattura dell'anidride carbonica che in prospettiva permetterà di azzerare anche questo tipo di emissione ritenuta responsabile dei cambiamenti climatici a livello mondiale, ma non certo a livello nazionale o regionale. Basti pensare che ogni giorno le centrali a carbone cinesi producono quello che tutte le centrali a carbone italiane producono in un anno.

Attribuire a una singola centrale o a un singolo gruppo energetico la responsabilità di risolvere un problema globale di queste gigantesche dimensioni dimostra la miopia di chi lo sostiene..