24 maggio 2022
Aggiornato 07:30
La riforma del mercato del lavoro

Lavoro: Maroni-Sacconi, il conflitto non solleciti la violenza

Gli ex Ministri in una lettera al «Corriere della Sera»: Riforma nel segno di Biagi, in Parlamento non si dimentichi la storia. Alfano: Se compromesso cambia al ribasso non ci stiamo. Cicchitto: Governo tenga ferme scelte su nuovo articolo 18. Quagliariello: Monti vari il Decreto

ROMA - «Al di là della nostra diversa collocazione parlamentare e delle specifiche valutazioni di merito che daremo, vogliamo insieme ricordare a tutti il tempo vissuto perchè non si riproducano modalità conflittuali che nel linguaggio o nei comportamenti possano sollecitare quelle attitudini alla violenza sempre latenti in un Paese nel quale sono stati copiosamente diffusi i germi dell'intolleranza ideologica». E' l'appello congiunto degli ex ministri del Lavoro di Lega e Pdl Roberto Maroni e Maurizio Sacconi, in vista del confronto parlamentare e non solo sulla riforma del mercato del lavoro che il Governo Monti si appresta a varare, contenuto in una lettera aperta al Corriere della sera.
Maroni e Sacconi, in particolare, invitano ad affrontare il passaggio riformista «nel segno di Marco Biagi» che ha pagato con la vita per mano terrorista il suo impegno per cambiare le regole sul lavoro. «Come comunità - è scritto nella lettera aperta di Sacconi e Maroni - abbiamo già pagato molto in termini di vite spezzate e tempo perdute. Ora la responsabilità passa al Parlamento il cui compito sarà quello di considerare non solo l'equilibrio complessivo della riforma ma anche la concretezza dei suoi singoli atti in modo che, al di là dei simboli e senza scambi astratti, possa prodursi una maggiore propensione delle imprese a intraprendere e assumere in un tempo carico di incognite e variabili imponderabili».

Alfano: Se compromesso cambia al ribasso non ci stiamo - «Se questo compromesso del governo» sulla riforma del lavoro «resta in piedi, bene: abbiamo detto di sì. Se questo compromesso viene smontato, il Pd non si illuda che possano essere fatte le cose che hanno in mente loro e noi non rivendichiamo qualche limite da risolvere rispetto alle piccole e medie imprese e alle ingessature sulla flessibilità in entrata». Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, durante un'intervista a Radio Anch'io».

Cicchitto: Governo tenga ferme scelte su nuovo articolo 18 - «E' in atto un forte tentativo di snaturare la nuova versione dell'articolo 18 elaborata dal governo Monti. Ci auguriamo che il governo tenga ferme le scelte fatte che sono coerenti con una indispensabile operazione di innovazione delle nostre relazioni industriali». Lo ha affermato il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto.

Matteoli: Il Pd ha gettato la maschera - «Alla prima occasione il Pd ha gettato la maschera. Dove è finito il riformismo tanto sbandierato, il partito del buon senso, della moderazione? Bersani e compagni si confermano dirigenti di un partito ideologico e conservatore, incapace di dare un contributo per la modernizzazione del Paese». Lo ha dichiara in una nota il senatore del Pdl, Altero Matteoli.

Quagliariello: Monti vari il Decreto - «Noi, pur consapevoli come tutti che il tema del lavoro avrebbe provocato nel centrosinistra profonde lacerazioni e un dibattito aspro, non lo abbiamo mai scagliato addosso al Pd per lucrare consenso dalle difficoltà di una parte della maggioranza che sostiene il governo Monti, e anzi auspichiamo che il Pd possa risolvere positivamente il dibattito al proprio interno, emancipandosi da un rapporto di subalternità alla Cgil che una forza riformista non può consentirsi». Lo ha detto Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl, intervenendo in Senato a un convegno sul welfare e la crisi.

Frattini: Bene Alfano, avanti nonostante i veti - «Bene Alfano. Sul lavoro bisogna andare avanti nonostante i veti». Lo ha dichiarato in una nota Franco Frattini del Pdl. «E' chiaro - ha aggiunto - che se la Cgil si fa dettare la linea dalla Fiom ed il Pd segue la linea della Cgil, allora vuol dire che stanno tentando di fermare il processo delle riforme strutturali».

Gasparri: Riforma necessaria e urgente, serve iter rapido - «Attendiamo i testi definitivi della proposta sul mercato del lavoro. Riteniamo però indispensabile una riforma che modernizzi l'Italia e che rispetti gli impegni presi in sede europea dal precedente governo Berlusconi e che sono alla base dell'azione del governo Monti. Ovviamente, scegliere strumenti legislativi lenti ed inefficaci metterebbe in discussione i contenuti della riforma». Lo ha dichiarato in una nota il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «È quindi necessario - ha osservato - valutare quegli strumenti che possano portare a decisioni definitive in tempi ragionevoli. Il Parlamento dovrà certamente dire la sua, come abbiamo sinora fatto su ogni decreto del governo. Ma scegliere vie ordinarie vorrebbe dire vanificare questa importante riforma e disattendere gli impegni con l'Europa».