8 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
Domani 2 ore di sciopero della FIOM

Lavoro: Landini, l'articolo 18 non si tocca

Il segretario generale della Fiom ha poi proposto che se si dovesse arrivare ad un accordo «qualsiasi esso sia deve essere sottoposto al voto delle lavoratrici e dei lavoratori. Fiom fuori da Cgil? Una sciocchezza. Fiat? Un Governo degno di questo nome convochi i sindacati

ROMA - Due ore di sciopero per domani nelle fabbriche metalmeccaniche. Questa la proposta del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, per protestare contro il governo che «vuole mettere mano all'articolo 18». «Proprio perché a oggi le condizioni per un accordo positivo non le vediamo e perché le condizioni del governo non sono accettabili e il governo ha dichiarato che vuole mettere mano all'articolo 18, propongo che il comitato centrale proclami oggi per domani almeno due ore di sciopero con modalità da definire per dire di non a modificare l'articolo 18. L'articolo 18 non si può mettere in discussione», ha detto Landini nel corso del suo intervento di apertura del comitato centrale.
Landini ha aggiunto che «domani è previsto un incontro tra il governo e le parti sociali. Domani è quindi la giornata più utile per cui dalle fabbriche arrivi un messaggio chiaro che dice che noi vogliamo un accordo ma per difendere i diritti e non per ridurli».
Landini ha inoltre aggiunto che lo sciopero di domani «è in coerenza con l'iniziativa del 9 marzo». Il segretario generale della Fiom ha poi proposto che se si dovesse arrivare ad un accordo «qualsiasi esso sia deve essere sottoposto al voto delle lavoratrici e dei lavoratori, un voto trasparente, certificato e garantito».

Fiat? Un Governo degno di questo nome convochi i sindacati - Un governo «degno di questo nome deve convocare non solo Fiat ma anche i sindacati». Landini, parlando dell'incontro tra Monti e Marchionne, ha sottolineato: «Lì sono successe cose non piacevoli. Il problema non è dare il via libera a Marchionne. Se il presidente del Consiglio vede Fiat e dice che può fare quello che le pare - si è chiesto Landini - lo sta facendo nell'interesse di chi, del paese o di Marchionne?».
«Un governo degno di questo nome - ha aggiunto Landini - deve convocare Fiat ma anche i sindacati. Quello che noi denunciamo è che non solo Fiat ma interi settori industriali rischiano di scomparire. Il governo dovrebbe preoccuparsi del fatto che c'è un'azienda in cui i diritti non vengono rispettati».

Fiom fuori da Cgil? Una sciocchezza - Una «sciocchezza»: così il leader della Fiom, Maurizio Landini, ha bollato le ipotesi circolate in queste ore di una separazione della categoria dei metalmeccanici dalla Cgil nel caso in cui la confederazione dovesse firmare un accordo che cancella o modifica l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
«Siamo la Cgil - ha sottolineato Landini a margine del comitato centrale della Fiom - e come tale ci muoviamo».