15 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
La riforma del mercato del lavoro

Angeletti: I Sindacati non hanno una proposta comune

Il leader della UIL: Accordo vicino sugli ammortizzatori sociali, articolo 18 ultimo vero nodo. Uilm: Siamo alle battute finali, prendere le distanze dalla Fiom. Dl fisco, subito Fondo utilizzando le risorse della lotta all'evasione. Dati fatturato e ordini confermano lo stato di recessione

ROMA - I sindacati non hanno definito una proposta comune sull'articolo 18 da presentare domani al governo al tavolo sulla riforma del mercato del lavoro. Lo ha affermato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, dopo le indiscrezioni sul tentativo di Cgil, Cisl e Uil di definire un documento unitario, con un incontro in mattinata tra i segretari generali. «Una proposta comune non ce l'abbiamo», ha detto Angeletti in un'intervista su Canale 5.
Nel confronto con l'esecutivo, ha spiegato il leader della Uil, «possiamo fare un passo in avanti, ma non si può pretendere che se ne facciano due. Non è una questione di principio ma di razionalità». Per la riforma degli ammortizzatori sociali la trattativa è «a un passo dall'accordo», mentre «l'articolo 18 rimane l'ultimo vero nodo».
In ogni caso, ha concluso Angeletti, «non si vince contro un governo tecnico facendo scioperi generali: cercheremo di convincere deputati e senatori a modificare le parti che non ci vanno bene».

Uilm: Siamo alle battute finali, prendere le distanze dalla Fiom - «Siamo alle battute finali. Entro le prossime 72 ore verrà definita la riforma del mercato del lavoro e dall'esito del confronto in atto dipenderà se sarà con o senza il consenso delle parti sociali». Lo sottolinea, in una nota, Rocco Palombella, segretario generale della Uilm che invita a prendere le distanze dalle proteste «strumentali» della Fiom.
«Per quanto ci riguarda riteniamo che la trattativa debba implementare al meglio la parte relativa agli ammortizzatori sociali», sostiene Palombella che chiede inoltre che «tutti gli ammortizzatori sociali esistenti vanno confermati ed eventualmente affiancati dai nuovi in modo graduale e progressivo, con adeguate risorse di sostegno da parte delle imprese, in attesa che si realizzi una fase di crescita economica nel Paese». Secondo il segretario «il dibattito che continua a interessare l'articolo 18 è deviante e distorsivo: ribadiamo che le norme correlate non vanno toccate, ma eventualmente modernizzate per la parte relativa alle lungaggini del procedimento civile, dannoso così come è ora, sia per le imprese che per i lavoratori in causa».
Infine Paolombella invita i lavoratori a prendere le distanze dalla Fiom che «in questi frangenti, com'è consuetudine consolidata, sta determinando azioni di disturbo sul territorio nazionale contraddistinte più da implicazioni politiche che sindacali».

Dl fisco, subito Fondo utilizzando le risorse della lotta all'evasione - «Rispetto alle indiscrezioni sul contenuto della nuova delega fiscale che il Governo si appresterebbe a varare, la Uil ribadisce l'esigenza di istituire subito il Fondo per gli sgravi fiscali utilizzando le risorse recuperate dalla lotta all'evasione». Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.
«Al riguardo - aggiunge - la Uil ritiene indispensabile destinare già nell'anno in corso tutte le risorse recuperate a diminuire le tasse a lavoratori e pensionati. Questo è un provvedimento utile ad interrompere la fase recessiva e a far tornare a crescere la nostra economia. Sarebbe auspicabile che il Governo, su un tema così rilevante quale la delega fiscale - conclude - trovasse il tempo per ascoltare il parere e le proposte delle parti sociali che da anni sottolineano l'indispensabilità di una profonda riforma del nostro sistema fiscale.

Dati fatturato e ordini confermano lo stato di recessione - «I dati sulla diminuzione del fatturato e degli ordinativi dell'industria confermano lo stato di recessione dell'economia del nostro Paese». Lo afferma in una nota il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo osservando che «entrambe le flessioni sono dovute al calo del mercato interno e questo dimostra la caduta del potere di acquisto delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati».
Per Foccillo, «si dovrebbe immediatamente definire un piano di rilancio e di sviluppo dell'economia ed intervenire tempestivamente. La leva per farlo, come sempre, sono una riduzione della tassazione sui redditi da lavoro, come la stessa Banca d'Italia sostiene, e da pensioni per incrementarle».
«Infine - conclude - bisogna intervenire senza indugi per sostenere le imprese con la possibilità di un accesso al credito più facile e con investimenti di risorse per finanziare, infrastrutture, ricerca e innovazione».