6 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
S&P: Berlino manterrà la tripla A anche in caso recessione

L'Agenzia americana Egan-Jones abbassa il rating della Germania

L'agenzia statunitense ha abbassato il rating tedesco (da Aa a Aa-) con outlook negativo, a causa del fardello finanziario che Berlino dovrà addossarsi per il salvataggio dell'Eurozona. Juncker: L'Eurozona è «sull'orlo» della recessione. Fitch: Monti può dare fiducia ma c'è tanto da fare

WASHINGTON - Dove non osano le aquile di Standard & Poor's, Moody's o Fitch, non esita la piccola Egan-Jones (Egr): l'agenzia statunitense ha abbassato il rating tedesco (da Aa a Aa-) con outlook negativo, a causa del fardello finanziario che Berlino dovrà addossarsi per il salvataggio dell'Eurozona.
«La Germania resta l'economia più forte dell'Unione Europea, ma è esposta attraverso il Fondo di Stabilità finanziaria e indirettamente attraverso la Bce, a sua volta fortemente esposta verso le banche e i debiti sovrani più deboli» scrive la Egr, che nota come il tasso di indebitamento rispetto al Pil sia dell'86% per il 2011 e il rapporto deficit-Pil tedesco sia salito al 4,6%.
La disoccupazione rimane al 6,8% (dato relativo al 2010) ma secondo l'agenzia «probabilmente è destinata ad aumentare a causa dell'applicazione delle misure di austerità in numerosi Paesi europei».

S&P: Berlino manterrà la tripla A anche in caso recessione -  Il responsabile dell'agenzia di rating americana per l'Europa Standard and Poor's, Moritz Kraemer, assicura che la Germania manterrà la sua tripla A anche in caso di recessione. «Crediamo che la Germania si trovi in una posizione relativamente forte e che dovrebbe sopportare una eventuale recessione quest'anno senza perdere il suo rating», ha detto Kraemer al quotidiano tedesco Bild.
La settimana scorsa S&P ha declassatto nove Paesi europei, fra cui Italia e Francia, che ha perso la sua tripla A. La Germania conserva il rating massimo, così come altre tre paesi europei, la Finlandia, i Paesi Bassi e il Lussemburgo.
Il governo tedesco dovrebbe pubblicare oggi le sue nuove previsioni di crescita per il 2012. Secondo le anticipazioni della stampa ci si aspetta un aumento dello 0,7% del pil.

Juncker: L'Eurozona è «sull'orlo» della recessione - L'Eurozona è «sull'orlo» della recessione economica: lo ha detto stasera il presidente dell'Eurogruppo, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, per il quale è necessario trovare i mezzi per sostenere la crescita. «Nell'Eurozona, siamo sull'orlo della recessione tecnica», ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa in Lussemburgo. Una recessione «tecnica» è definita dagli economisti da due trimestri consecutivi di decrescita del Prodotto interno lordo (Pil).

Fitch: Monti può dare fiducia ma c'è tanto da fare - Il governo Monti può ridare fiducia nella politica italiana, dopo la credibilità persa dall'esecutivo Berlusconi. È quanto ha messo in rilievo Edward Parker, Managing director di Fitch, aggiungendo che comunque resta molto da fare.
«L'elemento chiave su cui Mario Monti può fare la differenza - ha affermato rispondendo ad una domanda a margine dell'European credit outlook 2012 - è nel riuscire a dare fiducia sull'azione della politica italiana. Ma c'è ancora tanto da fare».
«Fino ad ora - ha aggiunto - il governo Monti ha avuto un buon inizio. È riuscito a ricostruire la fiducia sull'Italia dopo che il precendente esecutivo ha mancato la finestra delle opportunità per implementare le riforme economiche e l'aggiustamento fiscale in un momento economico più favorevole dell'attuale ed ha perso credibilità verso i partner europei e gli Stati».

Wsj: La BCE cerca un piano B in alternativa all'acquisto bond - La Banca Centrale Europea sta cercando alternative al suo programma di acquisto di bond. Lo ha detto in un'intervista uno dei membri del direttorio, Ewald Nowotny. Anche se Nowotny non entra nei dettagli - scrive il Wall Street Journal - è la prima volta che un consigliere della Bce riconosce esplicitamente che la banca sta cercando «attivamente» altre opzioni. A novembre il presidente Mario Draghi aveva sottolineato in più occasioni la natura temporanea del programma di acquisti di bond.
«E' una discussione che verte su tutti gli strumenti di politica monetaria», ha aggiunto Nowotny, poiché all'interno del Consiglio vi è un crescente «scetticismo» sulla politica di acquisto di titoli di stato.
Con riferimento al recente downgrading pronunciato da Standard & Poor's, Nowotny esprime particolare preoccupazione per l'Italia: «Ciò che per me è particolarmente significativo è il declassamento dell'Italia di due gradini. Senza dubbio il rifinanziamento delle finanze pubbliche così come del settore bancario giocheranno un ruolo importante nel 2012. E questo fatto non aiuta».