16 luglio 2019
Aggiornato 03:30
Fatturati in crescita e fiducia sul buon andamento dell'export

Ecco il 2012 del vino secondo le aziende toscane

In Toscana il vino si vende prevalentemente attraverso la GDO, a ruota i ristoranti e le enoteche. Nel Salone della Rocca di Piazza Salimbeni la prima parte del Forum Montepaschi sul Vino Italiano: protagoniste le istituzioni del territorio e gli operatori della filiera

SIENA - Nel 2011 fatturati in aumento nel 52% dei casi, fiducia superiore alla media nazionale per il positivo andamento dell'export anche per il 2012, buoni riscontri in termini di vendite sui mercati esteri più dinamici (Russia, Cina e Canada), ma preoccupazione per l'eccessiva incidenza della burocrazia sull'attività aziendale e per la redditività.
E' questo l'identikit delle aziende vitivinicole della Toscana che emerge dalla ricerca «Il settore vitivinicolo in Toscana e in Provincia di Siena» presentato oggi durante la seconda edizione del Forum Montepaschi sul Vino Italiano, organizzato da Banca Monte dei Paschi in collaborazione con Enoteca Italiana.
All'interno del suggestivo Salone della Rocca di Piazza Salimbeni, sede di Banca Mps, le istituzioni del territorio hanno tracciato gli scenari e le prospettive in un contesto globalizzato per il vino delle Terre di Siena. Presenti Antonio Vigni, Direttore Generale Banca Mps; Gianni Salvadori, assessore all’Agricoltura della Regione Toscana; Anna Maria Betti, Assessore all’Agricoltura e al Turismo della Provincia di Siena e Franco Ceccuzzi, Sindaco di Siena. A seguire la tavola rotonda, moderata dal giornalista Carlo Cambi, ha visto protagonisti Mario Marzucchi, Presidente di Mps Tenimenti; Fabio Carlesi, Segretario generale di Enoteca Italiana; Cesare Cecchi, Presidente Associazione Industriali della Provincia di Siena; Alessandro Cinughi de’ Pazzi, presidente Confagricoltura di Siena; Fausto Ligas, Presidente Coldiretti di Siena; Luca Marcucci, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori Siena.
Durante la mattinata Marcello Lucci, dell'area research di Banca Mps, ha presentato i risultati della ricerca «Il settore vitivinicolo in Toscana e in Provincia di Siena» che ha coinvolto 38 aziende vitivinicole toscane di cui 15 espressione della provincia senese.

Fatturati in crescita nel 2011, in miglioramento nel 2012
Il 52% delle imprese toscane dichiara che concluderà il 2011 con un aumento del fatturato di vino, grazie soprattutto alla vendite all'estero (il 75% dichiara infatti che la dinamica dei prezzi è stabile). In Provincia di Siena la percentuale di aziende che prevede un aumento fino al 5% è pari al 25%. Identica percentuale anche per le realtà che prevedono vendite stabili.
Il 2012 del vino toscano si annuncia migliore del 2011. Sempre in tema di fatturato, infatti, il 59,1% degli intervistati ipotizza un incremento superiore al 5%. In provincia di Siena, circa il 70% ipotizza un aumento superiore al 5% del proprio fatturato. A livello regionale l’effetto prezzi è atteso meno forte che nel resto d'Italia, con una maggiore quota di operatori che si aspetta prezzi stabili.

L'export si allarga a Cina e Russia
In Toscana la crescita dell’export 2011 è segnalata in modo ancora più significativo che nella media italiana. Il 68,2% delle aziende, infatti indica un aumento. Non solo: più del 54% risponde che l'aumento sarà superiore al +5% annuo. Anche per la Toscana, è in atto una dinamica positiva, con un incremento del 16,2% delle esportazioni di vino registrate nel primo semestre 2011. Buono il trend anche per la provincia di Siena, dove le esportazioni aumentano, nello stesso periodo, dell’11,5%. I mercati più dinamici, come a livello nazionale, sono la Cina, la Russia, l'America Latina e il Canada che si vanno ad aggiungere ai mercati più consolidati (Germania, Regno Unito e Stati Uniti). Per quanto riguarda il 2012 oltre il 50% delle aziende prospetta un incremento superiore al 5% (contro il 41,6% registrato a livello nazionale).

Il vino toscano si vende nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata)
Il vino toscano si vende prevalentemente attraverso la GDO (che risulta invece il terzo canale a livello nazionale, dietro alla ristorazione e alla vendita diretta). In Toscana sono buone anche le performance della ristorazione e quelle di enoteche e wine bar. La GDO è la più utilizzata dalle famiglie, sopratutto per i vini a denominazione, in ragione della facilità di accesso e della varietà di scelta. Le enoteche e i wine bar sono una buona opportunità per i prodotti di fascia alta o per intercettare nuovi consumatori.

La burocrazie frena le aziende
Se a livello nazionale è centrale il rapporto tra prezzo/costo e la riduzione dei consumi interni, le aziende toscane puntano il dito anche sulla normativa (eccesso di regolamentazione e burocrazia), mentre risultano meno preoccupanti i temi riferiti alla congrua remunerazione dei prezzi di vendita.

Il ruolo delle banche
Se a livello nazionale è determinante per il finanziamento dell’attività del settore vinicolo (equilibrato tra finanziamenti a medio lungo termine e credito per l’operatività corrente), in Toscana assumono, invece, maggiore rilevanza le operazioni con mezzi propri, confermando le indicazioni di una visione prospettica di medio lungo periodo delle aziende vitivinicole e di una discreta fiducia nelle prospettive, nelle proprie capacità imprenditoriali e nel bagaglio di conoscenze ed esperienza.