19 luglio 2024
Aggiornato 02:00
La sfida dell'AD del Lingotto

Fiat, Marchionne a Confindustria: siamo fuori dal 2012

Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1° gennaio 2012. Marcegaglia: «Non condividiamo i motivi dell'uscita di Fiat». CGIL: «Marchionne non vuole le regole e nega la rappresentanza»

TORINO - «Cara Emma»: inizia così, con la massima cortesia la lettera inviata da Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ad Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Ma il contenuto della missiva rappresenta una svolta epocale nell'associazionismo imprenditoriale e nelle relazioni industriali. «Ti confermo – aggiunge Marchionne – che, come preannunciato nella lettera del 30 giugno scorso, Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1° gennaio 2012». E di conseguenza entro fine dicembre il presidente John Elkann lascerà la vice presidenza di Viale dell'Astronomia.

Marcegaglia: «Non condividiamo i motivi dell'uscita di Fiat» - Pur rispettando la decisione della Fiat di voler uscire da Confindustria, il presidente degli industriali Emma Marcegaglia non ne condivide le ragioni. «Pur rispettando la decisione, perchè Confindustria è una libera associazione di imprese, non condividiamo le motivazioni in base alle quali Marchionne ha deciso di uscire», ha affermato Marcegaglia a margine dell'assemblea annuale di Confindustria Bergamo.

Confindustria, comitato Presidenza: Scelta Fiat non condivisibile - Il comitato di presidenza di Confindustria non condivide la decisione della Fiat di uscire dall'associazione, anche perchè «grazie all'azione di Confindustria sono oggi riconosciuti spazi molto ampi alla contrattazione aziendale. Vi sono forti garanzie in ordine all'efficacia ed esigibilità degli accordi per assicurare i necessari margini di flessibilità all'organizzazione aziendale. Le imprese hanno quindi maggiori certezze riguardo alla loro operatività».
Il comitato di presidenza sottolinea che «Confindustria è un'associazione volontaria di liberi imprenditori. Prendiamo atto delle decisioni della Fiat pur non condividendone le ragioni, anche sotto il profilo tecnico-giuridico».

CGIL: Marchionne non vuole regole e nega rappresentanza - FIAT e FIAT Industrial usciranno da Confindustria dal 1 gennaio 2012. E' quanto annunciato dall'amministratore delegato FIAT, Sergio Marchionne in una lettera inviata al Presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. Per la CGIL, la decisione di Marchionne «è la conferma dei nostri timori su di una scelta già compiuta e decisa da tempo da parte di chi non vuole rispettare le regole e nega la rappresentanza».
Purtroppo, secondo il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, «questa posizione trova sostegno da parte di un governo giunto al capolinea e che non ha mai avuto la capacità di farsi rispettare e di far rendere conto alla FIAT delle scelte compiute. Un governo che ha sempre rincorso il Lingotto e che tutte le volte lo ripaga con scelte che non aiutano il Paese». Inoltre, aggiunge il dirigente sindacale, «è spiacevole che proprio dalla più grande azienda italiana continuino ad esserci scelte che puntano a mettere in discussione i passi avanti fatti con gli accordi che hanno come obiettivo la ricostruzione di regole nell'ambito di nuove e rinvigorite relazioni sindacali».
Scudiere sottolinea inoltre che «intestardirsi nell'applicazione dell'articolo 8 poi, sta diventando un esercizio inutile perché, è l'ulteriore pretesto dell'Ad di FIAT per giustificare decisioni industriali non chiare, insieme a piani industriali e ad investimenti tanto annunciati quanto frequentemente rimessi in discussione. Sarebbe utile - conclude Scudiere - che tutti la smettessero di rincorrere l'ingegner Marchionne, mettendolo di fronte alle proprie responsabilità, e difendessero allo stesso tempo gli accordi interconfederali sottoscritti».